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Malibu –
amarcord nel nuovo mondo amighista.
Di Alessandro Sartori
sarpasius@amigaplatform.com
Uno dei punti di forza su
cui la piattaforma Amiga Classica ha basato il suo
successo quando ancora si trattava di hardware al passo
con i tempi era la sua attitudine allo sviluppo di
produzioni e presentazioni di tipo multimediale. Per
multimedialità si intendeva la capacità del sistema
Amiga di organizzare e sincronizzare informazioni di
tipo grafico, testuale e sonoro in forma di lavori in
grado di fornire all’utenza finale contenuti, sensazioni
e informazioni di immediata e piacevole comprensione,
migliorandone l’assimilazione con l’aiuto anche di un
buon grado di interattività tra il lavoro audiovisivo e
il suo fruitore, che poteva cioè -a seconda di come
veniva strutturato il prodotto- accedere alle
informazioni e ai contenuti secondo scelte dettate dal
gusto, l’interesse e la curiosità personale. Tutto ciò
poteva venire realizzato con l’aiuto di programmi
appositi, senza necessità da parte del creatore di tali
produzioni di avere alcuna nozione di programmazione.
All’interno del parco programmi sviluppato a suo tempo
per Amiga Classico, il più importante ambiente di lavoro
realizzato con questi propositi, sia per diffusione tra
l’utenza, per continuità nello sviluppo da parte degli
autori e per efficacia del risultato finale era
sicuramente la linea di programmi della serie
Scala.
Con la ripresa dello sviluppo della piattaforma
AmigaOS, uno degli interessi dell’utenza che volesse
riprendere ad utilizzare Amiga oggi per fare ciò che
faceva con Amiga un tempo potrebbe essere sicuramente
quello di riprendere la produzione di contenuti
multimediali, unendo alla facilità di utilizzo propria
del lavorare sotto AmigaOS la potenza in campo grafico e
sonoro disponibile sugli hardware attuali. A tal scopo
l’ambiente di lavoro Hollywood prodotto dalla Softwair
si rivela uno strumento già ora ideale sia su hardware
AmigaOne che PegasOS, fornendo all’utenza un pacchetto
di lavoro che per fruibilità e qualità di realizzazioni
surclassa –a parità di nicchia di collocamento- prodotti
PC come l’arcinoto PowerPoint e fa rivivere i fasti di
Scala quando su Amiga Classico veniva utilizzato per
elaborazioni televisive sia in ambito amatoriale,
semiprofessionale e anche oltre. Per chi avesse però
nostalgia e volesse recuperare passati lavori realizzati
su Scala, i ragazzi della Softwair hanno sviluppato un
programma aggiuntivo da far girare in ambienta
Hollywood, denominato Malibu, giunto alla versione
1.1.
Che
cos’è Malibu?
Come poco sopra riportato, Malibu è un “plugin”,
cioè un’espansione che per funzionare necessita del
programma Hollywood (non della distribuzione “Hoolywood
Designer”), realizzata appositamente per caricare gli
script realizzati con Scala ed emularne le funzioni.
Esso non è un emulatore in senso stretto, non
permettendo il caricamento del programma Scala in se,
della sua interfaccia grafica e dei vari tool da essa
gestiti per creare script per la gestione di
presentazioni multimediali, ma si limita a far girare
quegli script precedentemente creati, senza possibilità
di modificarli. Abbiamo deciso di dedicare una
recensione a questa espansione di Hollywood in virtù del
fatto che essa al momento rappresenta l’unica reale
possibilità per un’utente amighista che sia passato
dalla piattaforma classica a uno dei nuovi modelli di
AmigaOne per far girare eventuali realizzazioni prodotte
a suo tempo su Scala, non essendo quest’ultimo né
caricabile direttamente sotto l’ambiente di AmigaOS4 nè
attraverso le distribuzioni attualmente circolanti di
E-UAE (Scala è invece perfettamente caricabile e
utilizzabile sotto WinUAE).
Il programma ci è stato inviato all’interno di un
dischetto a bassa densità (fig. 1) in formato AmigaDOS,
con un’etichetta stampata artigianalmente riportante il
titolo del programma e una serigrafia sulla linguetta
metallica di protezione con il logo “Amiga” così come è
stato ridisegnato a suo tempo dalla Escom, sotto di esso
si intravede l’adesivo di un precedente programma: esso
appartiene quindi ad una partita di dischetti a suo
tempo realizzati dalla casa tedesca per la distribuzione
delle suite di programmi contenute nei Magic Pack dei
nuovi A1200 e con gli A4000T al tempo dell’Amiga
Technologies e che la Softwair si è verosimilmente
procurata dopo il fallimento della Escom direttamente o
attraverso i circuiti di compravendita dell’usato via
internet. Tale modalità di distribuzione è stata scelta
in virtù delle contenute dimensioni del programma e per
il fatto che essa contiene la versione realizzata per
girare sotto AmigaOS 3.x. Con l’attuale disponibilità
della versione per AmigaOS4 sarebbe auspicabile la sua
distribuzione attraverso un dischetto in formato MS-DOS
o –meglio ancora- su supporto CD, anche se probabilmente
quest’ultima opzione è stata scartata in vista di un
contenimento dei costi (una partita di qualche centinaio
di dischetti a bassa densità usati costa sicuramente
meno di una decina di CD vergini). Sarebbe sicuramente
un’idea vantaggiosa l’integrazione del contenuto di
Malibu sul CD con cui vengono distribuiti i vari
Hollywood e Hollywood Designer per coloro i quali
richiedano l’acquisto del plugin in contemporanea con i
seguenti programmi.

L’installazione
Per installare Malibu sul proprio sistema Amiga
Classico è sufficiente aprire l’icona del dischetto (o
un cassetto in cui è stato riversato il contenuto di
questo) sul prorio OS e selezionare l’icona di avvio del
procedimento d’installazione. L’installer procederà
quindi con la ricerca delle assegnazioni relative al
programma Hollywood e vi guiderà nella scelta della
versione di maibù da caricare (AmigaOS 3.x o MorphOS)
eseguendo poi automaticamente tutte le operazioni
necessarie all’integrazione del programma con l’ambiente
di Hollywood. Esso, posiziona l’eseguibile di Malibu e
la sua GUI all’interno del cassetto “Plugins” nella
vostra precedente installazione di Hollywood.
Per l’installazione di Malibu su OS4 (la versione
AmigaOS 3.x non gira sotto OS4) ho utilizzato un
AmigaClassico per trasferire il contenuto dell’istallato
dal floppy Amiga su di una directory posizionata su di
un floppy PC ad alta densità (sarebbe bastato anche un
floppy MS-DOS a bassa densità), tale cassetto è poi
stato trasferito da dischetto sull’AmigaONE per tramite
di un comune PC e di una chiave di memoria USB (il
mancato supporto della porta floppy per leggere i
dischetti almeno in formato MS-DOS utilizzando il Cross
Dos si fa sentire nella laboriosità di questi passaggi).
Una volta completato il “trasbordo” ho semplicemente
aperto la directory di Malibu e selezionato l’icona di
installazione per effettuare l’installazione, su di essa
ho successivamente installato l’upgrade specifico per
OS4 rendendo il programma disponibile anche su questa
piattaforma.
Le caratteristiche del
pacchetto
Al termine dell’installazione, sarete in grado di
caricare gli script di Scala sia attraverso la finestra
di Hollywood (selezionando il comando “Display” e
andando a ricercare nel cassetto dove avete installato
la vostra distribuzione di Scala, nella sottodirecory
“Script”, uno script a vostra scelta, in modo analogo a
come fareste con un qualsiasi altro lavoro di
Hollywood), sia digitando da Shell il nome dello script
che si vuole caricare, preceduto dal comando Hollywood.
La documentazione in formato AmigaGuide fornita a
corredo è molto accurata e spiega come utilizzare il
programma, fornisce molte informazioni utili nella
gestione dei suoi parametri di configurazione e sullo
stato attuale di supporto dell’emulazione.
Lavori in
corso…
Attualmente infatti l’esecuzione degli script di
Scala presenta delle limitazioni. Non sono ancora
emulati gli schermi a 256 colori gestiti dal chipset
AGA, non viene supportata la funzione di Anti-Aliasing,
per smussare i contorni di figure e caratteri su schermi
a basse risoluzioni (questa funzione verrà direttamente
implementata su Hollywood), non vengono gestiti i
comandi Arexx, né i moduli esterni (quelli localizzati
nel cassetto “EX” delle distribuzioni di scala e che
servivano a gestire periferiche accessorie, come
digitalizzatori, schede grafiche con funzione di
genlock, lettori laserdisk e altre periferiche obsolete)
di cui sugli attuali sistemi non si rende più possibile
né necessario l’utilizzo.
Le prove sul
campo
Per le prove abbiamo voluto testare Malibu con
gli script di prova contenuti nella distribuzione di
SCALA MM300 rilasciata in passato sul CD n. 19 da parte
della defunta rivista Amiga Magazine. L’unico script che
ha presentato importanti problemi di funzionamento è
stato quello denominato “ScalaWorld”, che presentava
qualche problema di posizionamento dei simboli per
l’accesso alle informazioni testuali ad essi collegate.
Le macchine utilizzate per la prova sono un Amiga
Classico modello A4000 in configurazione ultra
accessoriata (144 MB di FAST RAM, 68060 a 50 Mhz su
scheda CyberstormPPC con 604 a 200 Mhz su cui è montata
una G-REX con slot PCI per alloggiare una scheda video
Vodoo3 3000 con 16mb di memoria video) e un più recente
AmigaOne con piastra madre uA1, CPU a 800mhz, GPU
(processore grafico) Ati Radon 7000 e 256mb di Ram
SoDimm. Prove più limitate sono state effettuate
anche su di un Amiga 4000T della Escom (equipaggiato con
Cyberstorm MkII 060 a 50 Mhz, 144 Mb di Ram e scheda
grafica PicassoIV) e sul clone Amiga-compatibile Draco
prodotto dalla Macrosystem, con CPU 68060 a 50 Mhz, 4 Mb
di memoria video e 128 di memoria fast.
La documentazione elettronica contenuta sul
dischetto recita che Malibu per funzionare necessita su
Amiga Classico di Kickstart 3.0, Workbench (chiamato
AmigaOS™ 3.0), CPU 68020 e una versione di Holliwood
1.9, raccomandando però di disporre almeno la versione
3.1 del Kickstart, AmigaOS 3.9, CPU 68040, 16mb di FAST
RAM e una scheda grafica. Tutti gli script eseguiti sono
stati completati, a volte con doverose correzioni dei
settagli del programma nel caso di quelli contenenti
animazioni, e il loro funzionamento è stato possibile
anche in contemporanea con l’utilizzo di altri
programmi: l’impressione che fornisce Malibu è quindi
quella di una notevole stabilità oltre che trasparenza
nel suo utilizzo. Per quanto riguarda il versante della
velocità, bisogna invece fare degli importanti
distinguo, soprattutto adesso che Malibu è divenuto
utilizzabile sotto AmigaOS4.
Prestazioni su sistemi
Amiga Classici
Per esigenze di
correttezza, ritengo sia doveroso puntualizzare
–estrapolando i dati e le sensazioni ricevute sui
modelli Amiga provati- come le indicazioni fornite per
la configurazione minima siano per lo più teoriche e
raccomando l’acquisto di Malibu solo per un suo utilizzo
disponendo solo di una configurazione come minimo uguale
a quella consigliata. Durante per esempio le prove
effettuate su Amiga Classico, la versione per AmigaOS
3.X mostrava su 68060 a 50 Mhz una velocità complessiva
di esecuzione paragonabile a quella ottenibile su di un
Amiga con 68020 e un po’ di fast ram (vi è un incremento
appena percettibile se si installa Malibu sopra la
versione WarpOS di Hollywood che raccomandiamo perciò
soprattutto ai possessori di Amiga Classici equipaggiati
con schede CyberstormPPC e BlizzardPPC che montano CPU
68040). Malibu soffre soprattutto in fase di
visualizzazione delle animazioni di grande formato
(640x480) e simili, con velocità di 2 fotogrammi al
secondo; la velocità di riproduzione può essere
incrementata fino a 4-5 fotogrammi scegliendo di
caricare le animazioni sulla FAST RAM prima della loro
esecuzione, ma tale scelta si paga con un aumento della
durata delle pause tra una animazione e la successiva e
con il blocco nell’esecuzione degli script più esigenti
(tale fenomeno si è verificato regolarmente a metà
dell’esecuzione dello script “ScalaRave”). Tali problemi
non sono causati da errori o scarsa efficienza nella
programmazione di Hollywood o Malibu, quanto piuttosto
alla modalità di gestione del flusso grafico sui moderni
chip grafici a 24-bit, molto differente da quella che
era propria dei vecchi chip custom montati sulle piastre
madri degli Amiga Classici. Sugli attuali chip grafici i
vari fotogrammi costituenti le animazioni –negli esempi
provati si trattavano di lavori 16 colori- devono essere
convertiti in immagini a 24-bit per essere visualizzati
dalla scheda video, tale operazione grava notevolmente
per quanto riguarda i tempi di calcolo sulla CPU mentre
il prodotto finito viene visualizzato quasi
istantaneamente dal processore grafico (fig. 2), inoltre
lo spazio occupato in memoria dalle animazioni aumenta a
dismisura, non permettendo il caricamento dei lavori di
maggiori dimensioni (pochi Megabyte di animazioni a 16
colori saturano rapidamente i 144mb di memoria del
sistema). Ovviamente non si avvertono variazioni nelle
prestazioni scegliendo sotto AmigaOS schermi di
dimensioni inferiori a -16-bit o a 8-bit per intenderci-
poiché anch’essi sono riconvertiti in schermi a 24-bit.
Con schermi a 8-bit inoltre può aversi un degrado delle
immagini prodotte in virtù del ridotto numero di colori
disponibili sulla “tavolozza” (per gli anglofili
“palette”). I chip grafici attuali quindi, sebbene
irraggiungibili dai vecchi chip custom ECS e AGA quanto
a potenza di calcolo ad alte risoluzioni con filmati
fotorealistici, dimostrano minore elasticità e svolgono
un lavoro qualitativamente inferiore trovandosi a
gestire schermi grafici dalle caratteristiche meno
complesse (più che adeguate per chi volesse ad esempio
disegnare un cartone animato, animare semplici loghi o
lavorare su filmati in bianco e nero o in tonalità
seppia). Lungi da me con questo tipo di considerazioni
lanciare un disperato appello per un ritorno ad un
passato che fu, ma non riesco a fare a meno di pensare
che, in questi tempi di esasperato “progresso” e di
scalata ai Gigahertz (magari sostenuti da ventole e
radiatori sempre più potenti per raffreddare i
processori) qualcosa in termini di vera tecnologia forse
si è perso…

Inoltre, sotto Amiga Classico la velocità di
riproduzione dei vari effetti varia a seconda del tipo
utilizzato: il sistema arranca quando deve riprodurre
gli effetti di scorrimento (sia degli schermi che delle
scritte su di uno sfondo) che quelli di dissolvenza
(Colorfading), mentre è più accettabile la velocità di
esecuzione degli effetti di “Wipe” tra un backgound e
quello sottostante.

Le prove effettuate con gli altri Amiga Classici
e compatibili a disposizione hanno dato risultati ancora
inferiori: su A4000T con PicassoIV, Malibu girava al 50%
della velocità ottenuta su A4000D con scheda video PCI e
sono stati rilevati dei blocchi di sistema durante
l’esecuzione di alcuni script (sulla macchina vi erano
installati solo AmigaOS 3.9 aggiornato fino al
BoingBag2, MUI 3.8, Scala, Hollywood e Malibu appunto)
dovuti probabilmente a qualche lieve differenza della
macchina rispetto al 4000 desktop; su Draco la velocità
parrebbe leggermente superiore (in virtù probabilmente
delle prestazioni superiori del DracoBus rispetto allo
ZorroIII nel trasferimento dati da CPU a scheda video)
che su Amiga 4000T ma non sono stato in grado di
visualizzare le animazioni (forse in virtù di qualche
problema di compatibilità con l’animation.datatype).
Funzionamento su AmigaOne
Lavorando su AmigaOne la musica cambia: Malibu
sul mio MicroAmigaOne con CPU a 800 Mhz e chip grafico
Radon 7000, gira a prestazioni compatibili con quelle
ottenibili con Scala su di un Amiga Classico
equipaggiato con un 68030 a 50 Mhz, la risposta dei
lavori multimediali ai comandi impartiti da tastiera e
da mouse è ineccepibile, gli effetti video sono
riprodotti senza rallentamenti così come accettabile è
la velocità di riproduzione delle animazioni, sia che
esse vengano caricate direttamente da disco rigido sia
che esse vengano prima depositate in memoria RAM che,
essendo di maggiori dimensioni, più difficilmente andrà
incontro a problemi di esaurimento (256 Mb sono stati
sufficienti per eseguire lo script “ScalaRave”
precaricando e riconvertendo tutte le sue animazioni in
24-bit). Da ulteriori prove è emerso che prestazioni
visibilmente migliori vengono ottenute su piattaforme
AmigaOne con CPU a 933 Mhz e scheda video Radon 9200: la
senzazione è in questo caso quella di lavorare con un
Amiga Classico con 68040. Malibu si rivela quindi
pienamente adatto ad essere utilizzato sui moderni
AmigaOne, sui quali al momento non esiste alternativa
per chi volesse visualizzare i vecchi script di Scala
(almeno fino a quando non si avranno decisi progressi
nello sviluppo di E-UAE o di altri software di
emulazione disponibili per questa piattaforma. Rimangono
comunque i limiti intrinseci dell’emulatore (mancato
supporto per schermi AGA, funzioni di Antialaising). E’
nei propositi della Softwair comunque colmare molte di
queste lacune nei prossimi aggiornamenti del prodotto se
questo dovesse riscuotere un buon successo di vendite.
Immaginiamo (non avendo potuto effettuare esperimenti
sul campo) che il funzionamento sotto PegasOS e MorphOS
sia altrettanto soddisfacente rispetto a quello su
piattaforma AmigaOne.

Conclusioni
Tirando le somme, che dire di questo plug-in?
Francamente, ritengo che l’acquisto di Malibu per un suo
utilizzo su Amiga Classico dotato di scheda grafica a
24-bit consigliabile ma dalle finalità limitate: il
programma attualmente in quanto a prestazioni non è in
grado di fornire risultati paragonabili a quelli
ottenibili facendo ricorso ai chip custom Amiga (molte
tra le più diffuse schede grafiche sono dotate o di una
porta video passante –come la Cybervision64- o di un
connettore in grado di sfruttare la porta video sugli
Amiga Desktop dotati di bus Zorro); non reputo nemmeno
realistico il suo utilizzo su di un PC su cui gira una
versione di Amithlon ospite di kernel Linux (chi
installerebbe tale supporto software visto il grado di
maturazione a cui è giunto UAE sotto Windows?). Su tutte
queste configurazioni ritengo che l’utente trarrebbe
grande soddisfazione nell’operare utilizzando Hollywood
e Hollywood Designer (alle cui recensioni stiamo già
lavorando e a queste perciò vi rimandiamo). L’uso di
Malibu ha maggior senso se utilizzato direttamente su
piattaforme PowerPC (AmigaOne e PegasOS per intenderci)
soprattutto per chi avesse il desiderio di rivedere i
propri lavori realizzati in passato su Scala –un
programma eccezionale, ma che con il progredire
dell’informatica e con lo sviluppo successivo di
programmi appartenenti allo stesso genere ormai ha fatto
il suo tempo, dal punto di vista soprattutto della
varietà di effetti utilizzabili e dalle loro possibilità
di combinazione-. Devo ravvisare inoltre che attraverso
Malibu non è possibile operare modifiche agli script
caricandoli sotto Hollywood Designer (Malibu si limita a
caricare gli script di Scala, NON EMULA il programma
SCALA!). Ritengo a mio parere che sarebbe comunque una
bella idea l’integrazione di Malibu all’interno della
distribuzione principale di Hollywood e la continuazione
del suo sviluppo –migliorando la velocità di emulazione
e implementando il supporto per gli schermi AGA-: esso
diventerebbe un graditissimo accessorio per il moderno
utente Amiga all’interno di un pacchetto software come
Hollywood, già giunto ad un ottimo grado di maturazione
e destinato a diventare nel suo genere uno standard di
riferimento sulle nostre piattaforme.
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