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 Microelettronica 2005 e le soluzioni informatiche a disposizione degli amighisti

di Alessandro Sartori - Local di Vicenza

sarpasius@amigaplatform.com

Vicenza – Da molti anni l’Ente Fiera di Vicenza, un polo espositivo da tempo punto di riferimento a sia livello italiano che internazionale soprattutto nel campo delle attività connesse all’oreficeria, da impulso alla creazione e allo sviluppo di ulteriori appuntamenti e manifestazioni dedicate a diversi campi, molte delle quali hanno per oggetto le possibili applicazioni delle più recenti tecnologie informatiche. Tra queste spiccano “Satexpo” (una vetrina autunnale dedicata ai più recenti sviluppi nell’ambito delle videocomunicazioni) e il salone “Microelettronica”, la cui 20° edizione si è tenuta i giorni 5, 6 e 7 Maggio (fig.1) e che ha attratto numerosi espositori e soggetti commerciali che si occupano dell’applicazione delle più avanzate soluzioni informatiche allo scopo di soddisfare quelle particolari esigenze che possono sviluppare i mercati di nicchia -principalmente in ambito industriale, medico o commerciale- e che possono portare alla realizzazione di prodotti in grado di raggiungere successivamente anche le utenze casalinghe.

(Fig.1)

Spinto dalla presenza di un tale appuntamento proprio nella mia città palladiana, ho deciso di fare visita ad essa, mosso dalla curiosità e dal desiderio di ricercare prodotti e soluzioni con cui confrontare o a cui applicare la tecnologia Amiga (dopotutto anch’io, quale appartenente ad un settore informatico “di nicchia”, ho sentito una certa affinità verso la tipologia della manifestazione) e di realizzare per i lettori di Bitplane, una panoramica su di un settore dell’informatica in continua evoluzione e lontano dalle soluzioni standard proposte normalmente al consumatore dal mercato.

La manifestazione occupa due interi padiglioni dello spazio fieristico, per un totale di 35 000 metri quadri di spazio espositivo (fig. 2-3 e 4) e forniva al visitatore (sia privato che commerciale) la visione di una vastissima quantità di prodotti e servizi offerti da un’ampia varietà di espositori, il cui numero a detta degli organizzatori è cresciuto rispetto all’edizione dello scorso anno grazie al richiamo di un numero maggiore di soggetti commerciali, sia italiani ma soprattutto esteri.

(Fig.2)

(Fig.3)

(Fig.4)

Per quanto riguarda i prodotti esposti, l’offerta era veramente molto variegata: si andava dalle ditte che proponevano (fig. 5-6) sistemi automatizzati (sia nuovi che usati) per la realizzazione di stampati e circuiti integrati, a sistemi informatici più o meno modulari e riconfigurabili a seconda delle esigenze dell’utente per fungere da sistemi di sviluppo e applicazioni. Tra questi ultimi spiccava lo stand della Kontron (fig. 7): tale azienda produce una ampia varietà di prodotti tra schede processori (fig. 8) variamente integrabili con schede figlie (fig. 9) ospitanti un’ampia varietà di porte e connettori (slot ISA, PCI, AGP) e con altri prodotti di loro realizzazione, come schermi LCD, case (fig. 10), adattatori per memorie compact flash e altri. Le loro architetture si basano principalmente su processori Intel™, AMD™, VIA™ ma anche Transmeta Crusoe™ e ARM™ e sono in grado di fornire pieno supporto per l’utilizzzione sui loro sistemi degli OS Windows™ e Linux™. Peccato non aver visto la presenza di sistemi basati su processori PowerPC.

(Fig.5)

(Fig.6)

(Fig.7)

(Fig.8)

(Fig.9)

Girando tra gli stand si trovavano proposte soluzioni per assemblare sistemi informatici da utilizzare all’interno di particolari nicchie di applicazione, come case , tastiere, monitor da utilizzarsi in campo medico e disegnate per rispondere a particolari requisiti di silenziosità, stabilità di funzionamento e completo isolamento dell’ambiente interno della macchina dall’esterno affinchè essa non funga da deposito per la polvere o microrganismi che mettano a rischio la sterilità dell’ambiente di lavoro.

(Fig.10)

Altri prodotti erano invece realizzati per garantire la continuità di lavoro in situazioni estreme quanto a temperatura (ambienti surriscaldati o con temperature diversi gradi sotto lo zero) o per resistere in ambienti fonte di episodi di importanti traumi meccanici.

Gran parte dei prodotti in esposizione si presentavano molto accattivanti dal punto di vista del design e offrivano prezzi che probabilmente poco differivano rispetto ai prodotti realizzati su misura per la nostra piattaforma.

Molto interessanti apparivano i prodotti della GPTechno, specializzata nella realizzazione di dispositivi d’interfaccia, esposti nello stand della Grafos: molto interessanti apparivano le loro tastiere (fig.11), proposte sotto il marchio TecnoTouch™ e caratterizzate dallo cassis in acciaio satinato, che ben si prestano per la realizzazione di stazioni multimediali in aree didattiche e commerciali, di sistemi casalinghi dall’estetica pretenziosa o destinati all’ufficio. Per le particolari caratteristiche di robustezza e design molto interessanti apparivano le proposte nell’ambito dei case, realizzati dalla Arbor™ -azienda specializzata nella realizzazione di schede e accessori per PC industriali- con cui la GPTechno ha realizzato delle alleanze commerciali. Sempre all’interno di questo curato stand venivano inoltre ospitati i prodotti realizzati dalla Afaya (fig. 12) e che sono rappresentati da una vasta gamma di periferiche a memoria solida progettate per il loro utilizzo come dischi rigidi interni in alternativa alle unità tradizionali all’interno di sistemi industriali. Tali periferiche presentano capienza variabile dai 64 Mb ai 2 Gb: non certo adeguati alle voraci esigenze di capienza dei tradizionali Windows o MacOS X o di altri sistemi operativi alternativi come Linux o Zeta, ma più che soddisfacenti per le necessità di un utente di Amiga Classico che utilizza sistemi desktop come A1200, A600 o CD32 espanso con la scheda SX32. Tali soluzioni permetterebbero di installare il nostro sistema operativo preferito (2.0, 2.1, 3.0, 3.1, 3,5 o 3.9) su di un supporto di memorizzazione che, in virtù dell’assenza di componenti meccaniche in movimento e quindi usurabili o deformabili, si presenta durante le sessioni di lavoro come totalmente silenzioso, dalle basse necessità di consumo e dalle elevate potenzialità di durata nel tempo. L’offerta andava da dispositivi compatti che si inseriscono direttamente sul pettine connettore IDE del proprio sistema a unità delle medesime dimensioni e dalle stesse modalità di collegamento dei normali dischi rigidi, condividendo con essi le stesse modalità di alimentazione (direttamente attraverso il cavo a 44 contatti nel caso delle periferiche da 2.5 pollici e attraverso lo spinotto a 4 contatti nel caso delle unità da 3.5 pollici). Le dimensioni dei questi ultimi prodotti, in rapporto all’attuale capacità di memorizzazione non appaiono ancora competitivi se confrontati da una parte con i dischi rigidi tradizionali e con le unità su schedina dall’altra, queste stesse dimensioni però ne permetteranno, con l’abbattimento dei prezzi dei chip a memoria solida, un maggiore incremento delle capacità di memorizzazione rispetto ai dispositivi su schedina in futuro.

(Fig.11)

(Fig.12)

Analoga gamma di prodotti, con l’assenza però di modelli da 2.5 e 3.5 pollici, sono le unità di memorizzazione prodotte dalla Pretec® e importate dalla Valchian s.r.l. (fig. 13), avente sede nel padovano, che venivano esposte assieme a tutta una gamma di più tradizionali chiavi usb, flash memory e schede PCMCIA (fig.15). Similmente ad alcune unità della Afaya, quelle della Pretec®, scegliendo di non imitare la conformazione dei dischi rigidi tradizionali presentano parecchi vantaggi tra cui le dimensioni più contenute (a seconda dei modelli non si superano mai le dimensioni di un’accendino) e, se richiesti con il connettore di tipo femmina, possono inserirsi direttamente sul connettore IDE della propria piastra madre Amiga Classica, AmigaOne o Pegasos, senza l’ausilio di cavi piatti (nel caso delle periferiche da 2.5 pollici usate da A600 e A1200, molto difficili da trovare), viti e staffe di adattamento per alloggiare le periferiche all’interno dei comuni case ATX, degli Amiga Classici di fascia alta, oppure sulle slitte situate all’interno dei modelli desktop A1200 e A600 (slitte che molto spesso, se si è in possesso di una macchina comprata sul mercato dell’usato, sono andate perdute) o sui CD32 equipaggiati con SX32. Analogo è quindi il risparmio in termini di ingombri, pezzi di contorno per l’installazione della periferica e nuovamente in termini di consumo: è da rimarcare come, analogamente da alcuni modelli di periferiche della Afaya, sia i moduli per porta IDE a 40 pin che quelli per la versione a 44 contatti, si accontentano per l’alimentazione delle sole linee di tensione erogata attraverso i medesimi connettori di trasferimento dati. Anche questi moduli sono dotati di ponticelli per la configurazione come unità master o slave e, differentemente dai prodotti proposti dalla precedente marca, presentano anche un ponticello per disabilitare o permettere la riscrittura dei contenuti memorizzati (fig. 16). Le capacità di memorizzazione offerte dalle unità della Pretec® (si va da 16 Mb a 1 Gb) sono anch’esse compatibili con un proficuo utilizzo come partizioni di avvio e per l’immagazzinamento dei programmi sotto AmigaOS nelle sue varie incarnazioni.

(Fig.13)

(Fig.15)

Tra gli altri soggetti espositori, interessante è la presenza dell’azienda ASAP (fig. 17), situata nel vicentino, e che si propone con servizi di consulenza e realizzazione per la produzione di schede madri (fig. 18), anche su progetto di terzi, e che ha accumulato una interessante esperienza di lavoro con i processori della linea ColdFire su cui fanno girare il SO Linux: qualcuno vuole forse lavorare ad hardware successore di AmigaOne o fare concorrenza alla scheda Dragon della Elbox?

(Fig.16)

(Fig.17)

(Fig.18)


Per maggiori informazione:

www.vicenzafiera.it



 

 

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