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Amiga Forever 6.0

Un ponte tra AmigaOS e le altre piattaforme informatiche

Di Alessandro Sartori  sarpasius@amigaplatform.com


Mentre l’uscita della versione definitiva di AmigaOS 4.0 si fa ormai imminente, continua a maturare l’esperienza della Cloanto nel campo degli emulatori Amiga: con l’uscita infatti del CD di Amiga Forever 6.0 essi mettono mano ad un prodotto già eccellente, ampliandone sia le risorse di emulazione che i contenuti di interesse storico messi a disposizione con questo pacchetto, permettendo ad un qualsiasi utente di un normale PC di entrare in contatto e di sperimentare le possibilità offerte dal proprio sistema hardware se abbinato ad un sistema operativo alternativo quanto a leggerezza, stabilità e facilità di utilizzo (anche se rimasto un po’ indietro con gli anni quanto a ricchezza di opzioni e comandi), che permetterà di utilizzare una vasta gamma di software (principalmente ludico ma anche applicativi) e di entrare in contatto con un’importante patrimonio intellettuale di tutto il mondo dell’informatica.

Un po’ di storia

E’ probabilmente proprio come un esercizio intellettuale che prende avvio, nel lontano 1996 la pubblicazione del primo emulatore Amiga, sviluppato sotto sistema operativo UNIX e denominato UAE (Unusable Amiga Emulator) dal suo stesso autore, Bernd Schmidt. Esso aveva infatti l’ambizioso obiettivo di dimostrare come fosse possibile riprodurre via software la complessa architettura multiprocessore dell’hardware Amiga, allo scopo di farvi girare il sistema operativo, applicativi e soprattutto, a dimostrazione del livello di accuratezza raggiunto nell’emulazione, anche i programmi di tipo ludico, i quali più spesso di altri, nel tentativo di massimizzare le prestazioni delle macchine su cui giravano, tendevano ad accedere al detto hardware in maniera poco ortodossa (non rispettando le linee guida imposte al tempo dalla Commodore per quanto riguardava la programmazione sulle macchine da essa stessa vendute). Tale risultato poteva inizialmente essere conseguito in maniera puramente teorica: al tempo infatti i sistemi di elaborazione informatica accessibili al pubblico non disponevano ancora delle capacità di calcolo necessarie perché tale emulatore potesse far girare programmi scritti per la nostra beneamata piattaforma a velocità tali da essere utilizzabili: per questo si prese a riferirsi alla sigla UAE come acronimo “Unusable Amiga Emulator”. L’idea -e la sfida- però attirò l’interesse della comunità amighista, cosicché lo sviluppo di UAE prese a progredire incessantemente: di release in release UAE -ora indicato come “Ultimate (definitivo) o Ubiquitous (Ubiquitario) Amiga Emulator- veniva reso da un lato più efficiente , in grado di far girare un numero sempre maggiore di giochi e programmi in modo sempre più vicino alle macchine originali; dall’altro veniva contemporaneamente portato su diverse piattaforme e vari sistemi operativi (tra cui vari dialetti UNIX –compresi BeOS e NextStep-, MS-DOS, OS/2, Windows, MacOS -e più recentemente anche per MacOS X-, Amiga DE e perfino per lo stesso AmigaOS su macchine che montano le schede acceleratici prodotte dalla Phase5 -e più tardi dalla DCE- dotate di coprocessore PowerPC).

Col tempo intanto, soprattutto in ambito PC MS-DOS, la potenza delle macchine a disposizione dell’utenza comune cresceva: già con un Pentium a 133 MHz era infatti possibile far girare una versione di UAE sotto Windows (denominata per l’appunto WinUAE, sviluppata tra gli altri da Brian King, con cui il team della Cloanto ha intrattenuto dei rapporti diretti di collaborazione) a velocità paragonabili a quelle di un Amiga 500 a patto di disabilitare l’emulazione dell’audio (l’emulazione del solo chip Paula, per la sua complessità, impiega un notevole quantitativo di cicli macchina) mentre con un Pentiun II a 300 MHz era possibile gustare l’audio stereo “originale” con un grado accettabile di fedeltà.

Tutto ciò accadeva mentre altri programmatori si cimentarono nella creazione di altri emulatori su PC come Fellow, ma soprattutto negli anni più recenti, AmigaOS XL e Amithlon, distribuiti in versione commerciale dalla Haage & Parthner a partire dal 2001 e che per primi introdussero la tecnologia JIT nel campo dell’emulazione Amiga, con un importante incremento delle prestazioni. Con essi infatti (anche per la scelta dei programmatori di rinunciare all’emulazione dei chip custom dell’hardware Amiga) era possibile far girare applicazioni (non tanto quindi giochi, ma soprattutto programmi di grafica e scrittura) scritte per Amiga con CPU 68K a velocità di gran lunga superiori a quelle ottenibili con le macchine per cui erano stati scritti, anche se equipaggiate con le migliori (e costose) espansioni per esse ancora disponibili sul mercato. Questo passaggio segnò il definitivo riconoscimento dell’obsolescenza della piattaforma Amiga come hardware in se, ma dall’altro lato diede nuova linfa e mise in mostra quella che doveva essere la più duratura eredità lasciata dai suoi creatori alla comunità informatica: il suo sistema operativo, che ritorna oggi d’attualità grazie a sue caratteristiche quali velocità, facilità d’utilizzo e manutenzione, stabilità durante le sessioni di lavoro e facile integrabilità nelle sue funzioni attraverso programmi di terze parti, siano esse utenze professionali o semplici hobbysti entusiasti. Queste caratteristiche venivano infatti esaltate dalla possibilità di far girare tali software su macchine dalle prestazioni al passo con i tempi -senza imporre l’acquisto di periferiche ad hoc- ma che spesso (soprattutto in ambito di lavoro) non sono pienamente sfruttate dal sistema operativo e dagli applicativi ad esso correlati, perché scritti da programmatori che spesso, di aggiornamento in aggiornamento, si preoccupano –quale scelta di lavoro o di politica commerciale- di privilegiare l’aggiunta di nuove funzioni piuttosto che l’ottimizzazione, la semplificazione nell’utilizzo o la stabilità durante lavoro di quelle già presenti nei loro pacchetti, con il risultato spesso di avere un peggioramento del lavoro e un maggior grado di frustrazione nell’utilizzo da parte dell’utente finale, almeno fino a quando esso non decida di passare ad un sistema più veloce.

In questo contesto segue poi l’arrivo della versione JIT di WinUAE (la prima ad essere stata rilasciata) la quale, pur avendo prestazioni pure inferiori rispetto ai precedenti Amithlon e AmigaOS XL si propone di aggiornamento in aggiornamento, attraverso l’emulazione dell’intera architettura Amiga, il perseguimento di un obbiettivo ambizioso ma sempre più vicino: la completa e perfetta ‘virtualizzazione’ attraverso un solo veloce programma di tutte le macchine Amiga prodotte, dal primogenito A1000 passando per le macchine AGA fino al CDTV e alla Console CD32.


Come si presenta il prodotto

Amiga Forever 6.0, come le precedenti revisioni, può essere acquistato in tre diverse versioni: quella che abbiamo tra le mani per la recensione è quella più ampia e completa, denominata nella documentazione in formato .html come la “Premium Edition”. Essa perviene sottoforma di un CD masterizzato dalla semplice ma gradevole serigrafia sulla faccia superiore, che riproduce in parte l’immagine della copertina con l’ormai immancabile fiore che sboccia nel deserto (allegorica e provocatoria rappresentazione del rapporto che intercorre tra Amiga e il resto del mondo informatico), sul retro della quale è anche applicato un adesivo contenente il numero di serie e un link ad una pagina web presso cui accedere: essa indica una lista di problemi riscontrati dagli utenti dopo la distribuzione e che potranno essere corretti scaricando dal sito della Cloanto, attraverso il programma “Software Manager” (fig.1) (un programma e soprattutto un servizio per l’utenza di grande importanza, di cui parleremo poi più approfonditamente), degli appositi aggiornamenti. In alternativa Amiga Forever viene anche distribuito direttamente online dalla Cloanto; questa versione, denominata "Online Edition", risulta, rispetto a quella su CD, mancante dei contributi audio e video, oltre che di tutta la serie di rom prodotte per computer Amiga e delle distribuzioni del sistema operativo ad esse collegate, a parte le versioni 1.3 e 3.x. Le altre versioni delle rom e dei sistemi operativi, assieme ad alcune tracce audio mp3 relative ad alcune interviste di Jay Miner potranno essere aggiunte acquistando (sempre online) la distribuzione, denominata “Amiga Forever Online Plus Pack”. Tutto il materiale presente nelle versioni online è comunque presente anche nella CD Edition. Esiste poi una speciale versione SE (Special Edition) dai contenuti e dalle funzionalità più limitate e contenete solo le versioni 1.3 delle ROM e del sistema operativo. A conti fatti, valutando il rapporto prezzo-contenuti, ritengo che la versione su CD sia quella di gran lunga più conveniente da acquistare.

Fig. 1 - La schermata iniziale del Software manager

Aggiornamenti Rispetto ad Amiga Forever 5

Stando a quanto recita la pagina introduttiva del sito Amiga Forever realizzato dalla Cloanto, la versione 6 si distingue da quella precedente (aggiornata fino alla revisione 5.3) per:

  • Un aumento delle applicazioni preinstallate accessibili sotto ambiente operativo (sia nella versione 3.x che 1.3).

  • Supporto per dischi rigidi di dimensioni superiori ai 4 GB e implementazione della rotellina di scorrimento presente sui mouse, dei driver audio AHI e dell’interfaccia grafica MUI.

  • Implementazione del software, per la navigazione su web in modalità virus-free (ovviamente navigando sotto AmigaOS).

  • I CD-Rom sotto AmigaOS sono ora automaticamente riconosciuti e montati in tempo reale grazie al file system CacheCDFS. E’inoltre presente il software per la lettura delle tracce audio.

  • Sono state inserite oltre alle ROM 1.3 e 3.1, anche tutta una serie di ROM che vanno dalla 1.0 a quelle per CDTV e CD32 per incrementare il più possibile la compatibilità con il software presente nella propria collezione o reperibile sulla rete (esse però sarebbero già presente nella versione 5 di Amiga Forever, stando a quanto scritto nella recensione ad essa dedicata sul numero 2 di Bitplane e su quella dedicata alla versione “ondine” nel numero 102 della trapassata Enigma Amiga Run).

  • Di corredo all’ambiente 1.3 è stata aggiunta una immagine-disco contenente una decina di “dimostrativi” di interesse storico (tra cui Boing, Robocity, Juggler e altri) creati agli albori di Amiga per dimostrarne le potenzialità.

  • Per i più incalliti “puristi” dell’emulazione, viene simulato il rumore gracchiante emesso dal lettore floppy Amiga durante il caricamento delle immagini-disco. Questa funzione è stata aggiunta in risposta alle richieste mosse dalla comunità di utenti che ruota attorno a WinUAE.

  • E’stata aggiornata la documentazione in formato HTML (visualizzabile sia in ambiente Windows che AmigaOS utilizzando AWeb).

  • Aggormamento del programma Amiga Explorer alla versione 6.0.

  • E’presente anche una nuova versione del programma Software Manager (che facilita lo scaricamento dei futuri aggiornamenti di Amiga Forever e lo scaricamento dalla rete di altri programmi anche non ad esso correlati)

L’installazione

Per installare WinUAE sarà sufficiente, dopo aver avviato il proprio PC sotto Windows (non inserite il CD a computer spento o a sistema operativo ancora da caricare, altrimenti parte la versione Linux, vedere in seguito per una più dettagliata spiegazione…), inserire Il CD di Amiga Forever nel proprio lettore DVD o CD-ROM e selezionare dalla lista delle opzioni della finestra menubox (fig. 2) quella per l’installazione su disco rigido (l’ultima indicata selezionando il sottomenù “General” ). Ho preferito utilizzare per la prova una partizione da 500mb creata su di un disco rigido removibile da 1 Gb (il disco è stato suddiviso in due partizioni utilizzando le opzioni di gestione delle periferiche nella modalità di configurazione “avanzata” selezionabili durante l’iter d’installazione del CD di Zeta ) e lasciando l’altra partizione libera. Le due partizioni sono state riconosciute correttamente sotto windows XP. Avviata la procedura d’installazione, nell’ordine viene richiesto di inserire i propri dati personali e il numero di serie; successivamente comparirà una finestra che permetterà di scegliere quali parti dell’emulatore installare (le voci sono “Amiga Emulation and OS”, “Amiga Explorer” e “Software Manager”): ogni voce è accuratamente e sinteticamente spiegata da una didascalia in Inglese. La finestra successiva permette di scegliere dove collocare il software da installare, seguita poi dalla finestra in cui è richiesto quali periferiche montare (ho richiesto di montarle tutte, compreso un drive Jaz da 2gb SCSI connesso al computer via la porta USB, un lettore di dischi removibili zip da 100mb e soprattutto il lettore floppy interno, spesso croce e delizia degli utenti di emulatori Amiga). Il lettore CD o DVD in cui è inserito il CD-ROM non è incluso nella lista, esso –come specificato nell’apposita spiegazione in Inglese- viene montato automaticamente dal programma. Dopo aver eseguito tutte queste operazioni, inizierà l’installazione vera e propria del programma, che si completerà senza più alcun intervento dell’utente in poche decine di secondi. Al termine delle operazioni ho preferito creare un collegamento al programma Menubox, posizionandolo nello schermo di desktop, per velocizzarne l’accesso. L’installazione di tutto il software occupa poco meno di 76mb di spazio su disco fisso.

Fig. 2 - La schermata principale di Amiga Forever

Aggiorniamo i contenuti

Subito dopo l’installazione, è consigliabile aprire il programma Software Manager, selezionando la voce “Check for Update” dalla lista di opzioni collegate al sottomenù “General” nella finestra MenuBox di avvio di Amiga Forever. Una volta lanciato, questo programma visualizza i software collegati a produzioni della CloaNto presenti sul nostro computer, il numero di revisione di questi, la data ufficiale del suo rilascio e permette, effettuato il collegamento online, di verificare se sono presenti degli aggiornamenti più recenti o se sono disponibili nuovi programmi anche non direttamente collegati ad Amiga Forever. Ho così potuto sostituire la versione di WinUAE presente su CD (la 0.8.27) con l’ultima presente sulla rete (la 1.0, rilasciata il 17 aprile 2005) e scaricare gratuitamente il programma per PC “Euro Calculator”, un euroconvertitore dall’accattivante interfaccia grafica. Altri prodotti accessibili a pagamento con questo servizio sono l’aggiornamento dalla versione 5 alla 5.3 della precedente distribuzione di Amiga Forever; il software Menubox (utilizzato anche all’interno di questa e di precedenti versioni di Amiga Forever) per la comoda realizzazione di interfaccie grafiche al per la realizzazione di pacchetti informatici dai contenuti multimediali, menù testuali, utilizzabile anche come pannello di avvio per applicativi o come browser personalizzato; Currency Server, SkinCalc e WorldCalc, tutti programmi per la gestione e il calcolo del cambio tra le valute internazionali.

Ultimo ma non meno importante è Accenti 3.0, un software sviluppato dalla divisione Cloanto Italia (qui vi è una pecca nella didascalia che non spiega all’utente lo scopo del pacchetto-) che permette di accentare e di aggiungere caratteri speciali ad un file di testo in lingua italiana anche non avendo a disposizione una tastiera (se ne sta studiando anche l’implementazione su dispositivi palmari) con la mappatura nella nostra lingua. Anche questo programma, presente in versione beta pubblica, è liberamente scaricabile.

Con Software Manager è quindi possibile con pochi colpi di mouse tenere aggiornati i programmi acquistati, conoscere ed –eventualmente- scaricare dimostrativi di altre produzioni edite da questa software house indipendente, che possono venire incontro a eventuali esigenze -soprattutto di lavoro- dell’utente ad essa avvicinatosi con l’acquisto -soprattutto a scopo ludico- di questo pacchetto di emulazione Amiga.


Clicchiamo su MenuBox: incomincia l’esplorazione…

La finestra di accesso ad Amigaforever 6.0 si apre, come anche nelle versioni precedenti, grazie al programma MENUBOX che ci guiderà attraverso i contenuti. Essa si presenta meglio organizzata rispetto al precedente Amigaforever 5.0, avendo suddiviso le diverse opzioni secondo diverse aree tematiche in quattro sottocartelle denominate “general”, “gallery” (fig. 3), “videos” (fig. 4) e “games” (fig. 5). Nella prima permette di accedere a delle configurazioni preimpostate di AmigaOS: una ricalcante le specifiche per avviare una versione di AmigaOS denominata 3.x e l’altra sotto 1.3). Altre due opzioni permettono rispettivamente l’accesso alla finestra di configurazione e di avvio di WinUAE e di WinFellow (un’emulatore che simula il funzionamento di un Amiga con Kickstart 1.3 originariamente sviluppato per girare sotto DOS). Altre tre voci ci consentono l’accesso ad un manuale elettronico sul funzionamento dell’emulatore (sempre in Inglese ), l’esplorazione dei cassetti in cui si è installato il software da CD e il caricamento del programma Software Manager.

Fig. 3 - Il sottomenù Gallery

Fig. 4 - Il sottomenù Videos

Fig. 5 - Il sottomenù Games

Delle altre tre sottocartelle, “Gallery” mostra alcune immagini storiche relative agli albori della tecnologia Amiga, tra cui la copertina dedicata all’ A1000 sulla prestigiosa rivista informatica Byte, una foto dell’interno del coperchio del case della prima versione della medesima macchina con gli “autografi” dei progettisti che ad esso hanno dato vita e la scansione della prima pagina del documento con cui ne veniva depositato il brevetto negli Stati Uniti. Tali testimonianze erano peraltro già presenti nella versione 5 del pacchetto di Amiga Forever.

Alla voce “Video” sono invece presenti alcuni filmati di interesse storico relativi al lancio di Amiga, un’intervista al mitico Jay Miner e soprattutto l’ormai celeberrimo “Deathbed Vigil”, per un totale di quasi 200 minuti di contenuti audiovisivi in formato HighMat: essi sono visionabili utilizzando Windows Mediaplayer; il software necessario è accessibile scaricando gli adeguati settagli utilizzando il link fornito dal sito della Clonato a quello della HighMat e i codecs da quello della Microsoft. La qualità dei filmati –data l’elevata compressione- è discreta e risulta paragonabile a quella dei formati VCD e S-VCD: ad essa porrà forse rimedio una versione di Amiga Forever realizzata su supporto DVD.

L’ultima sezione comprende invece una piccola raccolta di giochi, accessibili anche direttamente da CD, in formato ADF: essi vengono anche copiati durante l’installazione in un comodo cassetto denominato “Games” e che potrà accogliere tutte le immagini da disco che si vorranno trasbordare dalla propria raccolta di giochi originali (per tale operazione sarà però necessario disporre di un Amiga Classico o di un PC con il lettore floppy interfacciato ad esso tramite la celebre scheda Catweasel, ormai giunta alla versione MKIV) o prelevandole in modo autorizzato da alcuni siti come www.backtoroots.com e altri indicati nel sito della Clonato o raggiungibili attraverso link presenti alla pagina “informazioni” disponibile in questa distribuzione del CD. E’ da ravvisare infatti come uno dei principali punti di forza di questo prodotto sia la sua architettura di contenuti cosiddetta “aperta”: ciascuna delle quattro sottocartelle infatti presenta una voce che permette l’accesso diretto a particolari sottosezioni del sito della Clonato, in modo da permettere l’ulteriore scaricamento di informazioni, programmi e aggiornamenti qualora e nel momento in cui essi si renderanno disponibili. Questa caratteristica rappresenta –mio parere- un importante valore aggiunto per l’utente che, acquistando il CD entra in possesso di un prodotto che verrà continuamente aggiornato, arricchito e sviluppato, così come lo è stato fin dalla sua prima versione grazie al continuo lavoro da parte della Clonato la quale d’altra parte si vedrà ripagata degli sforzi profusi nel rendere questo pacchetto più fruibile ed efficiente agli occhi dell’utente. L’utente di prodotti originali otterrà un prodotto arricchito da una serie di informazioni, servizi e prodotti dal livello qualitativo elevato, senza sprecare ore ed ore di tempo (e denaro) alla ricerca dei medesimi contenuti in lungo e in largo per la rete.


Guardiamo cosa c’è dentro…

Dal lato programmi, l’utente che acquista Amiga Forever 6 entra in possesso di:

  • Una vasta gamma di emulatori di Amiga 68K (utilizzabili sui comuni PC, ma anche per Macintosh e Amiga con processore PPC.

  • Una copia autorizzata delle ROM di sistema Amiga dalla versione 1.0 alla 3.1, che ci permetterà di emulare legalmente ogni tipologia di computer della linea Amiga, compreso il CDTV e la console CD32, senza la necessità di possedere fisicamente le suddette macchine (le proprietà intellettuali di tutti i kickstart appartengono infatti ad Amiga Inc.)

  • Il software Amiga Explorer per la connessione di un Amiga Classico con un PC.

La versione CD di Amiga Forever 6.0 include, in aggiunta alla versione ondine, il seguente materiale:

  • Permette di avviare UAE direttamente da CD (attraverso la distribuzione GNU Linux denominata KX Light).

  • L’ampliamento dei documenti audio e video di interesse storico e la loro riorganizzazione in due apposite sezioni, denominate “Gallery” e “Video”

  • L’inserimento, in una sezione “Games” allo scopo dedicata, di alcune immagini-disco relative ad alcuni giochi per Amiga accessibili sotto ambiente 1.3.


Dal versante Emulazione

All’interno di questa raccolta il gruppo di emulatori nati e sviluppatisi attorno al progetto UAE è quello che sicuramente fa la parte del leone. Sono raccolte infatti sia versioni (peraltro poco aggiornate) in grado di girare sotto MS-DOS, Amiga Classico dotato di PowerPC e una versione ancora molto sperimentale per PowerMac con OS X, denominata MaxUAE. Quelle realizzate con maggiore cura e più utilizzabili sono sicuramente la distribuzione per Linux e quella per macchine con sistema operativo Windows.

La versione del Kickstart


La versione per ambiente Linux

La versione Linux presenta tra l’altro l’interessante risvolto di poter essere avviabile direttamente da CD-ROM qualsiasi sia il sistema operativo montato sul PC su cui si sta eseguendo il programma, grazie ad una versione ad hoc di Linux denominata Knopix, che prende automaticamente (non è richiesto alcun intervento da tastiera o mouse da parte dell’utente) il controllo della macchina, risiedendo unicamente all’interno della sua memoria volatile, senza accedere o modificare eventuali file su di essa installati, permettendo addirittura l’utilizzo di un computer privo di sistema operativo o addirittura del disco rigido. Questa modalità di utilizzo presenta tuttavia pesanti limitazioni di impiego: durante il suo utilizzo non è possibile espellere il CD di Amiga Forever dal lettore, che rimane pertanto occupato, come non è stato possibile visualizzare il contenuto di un altro CDROM inserito in un secondo lettore in un altro computer utilizzato per la prova; questa versione inoltre non ha permesso la visualizzazione dei contenuti di altre periferiche (dischi rigidi, lettori floppy, etc.) all’infuori degli stessi contenuti del CD di Amiga Forever; non è possibile nemmeno richiamare lo schermo di configurazione di UAE per modificarne i parametri di funzionamento. Tutte queste limitazioni pongono pertanto l’utilità della versione Linux ben al di sotto di altre soluzioni per l’emulazione, come ad esempio l’accoppiata Amithlon/IsoLinux, anch’essa in grado di avviarsi direttamente da CDROM all’avvio di un computer con processore AMD o Intel e senza particolari esigenze di configurazione ma, a differenza di UAE/KNOPIX, maggiormente in grado di pilotare periferiche e partizioni in formato Amiga e dei contenuti in esse presenti. Questa distribuzione permette quindi di utilizzare AmigaOS poco più che per esigenze dimostrative sui PC ospiti, per fornire un assaggio delle potenzialità del sistema operativo e di eventuali programmi con esso distribuiti. Un’alternativa di utilizzo potrebbe essere quindi la creazione di CDROM con partizioni Amiga appositamente personalizzate con specifici programmi, presentazioni multimediali o ipertesti.


WinUAE: compatibilità e prestazioni

Sul lato emulazione, continua incessante l’aggiornamento di WinUAE. Dopo la riscrittura in modalità JIT,la velocità di calcolo sotto Amiga Emulato è aumentata vertiginosamente (ma se la cosa è fonte di disagio per l’utente è possibile, agendo sui parametri di configurazione, disabilitare tale modalità di lavoro, simulando la velocità di un Amiga 1200 con espansione di memoria e coprocessore matematico o anche di un Amiga 500 liscio). Sul lato puro della compatibilità, aumenta quella –già buona- con giochi e programmi scritti per Amiga OCS ed ECS mentre fa passi da gigante –anche se presenta ancora qualche lacuna- l’emulazione dell’ambiente hardware AGA.

Una schermata del Workbench con la finestra System

Sul lato dell’usabilità l’interfaccia di configurazione aumenta la facilità di gestione: dalla versione 0.9.90 è stato aggiunta un’opzione denominata “Quickstart”, che permette di selezionare tra diverse configurazioni ottimizzate per simulare i più comuni modelli Amiga prodotti. Caricando per esempio la configurazione proposta per emulare il CD32 è stato possibile visionarne la schermata d’avvio,far funzionare il software per la riproduzione dei CD musicali, i menù dei programmi interni alle Rom per selezionare la lingua (a qualcuno è mai servito?), i salvataggi nella memoria non volatile (non ne ho verificato la reale funzionalità) e far funzionare senza problemi giochi come The “Chaos Engine”, “Microcosm” (celebre per essere stato forse l’unico gioco scritto per sfruttare almeno in parte le potenzialità di questa sfortunata console), “Litil Divil” (la cui lunghissima gestazione iniziò per le macchine CDTV), “Banshee” (un celebre sparatutto di ambientazione simile al film “Sky Captain”), “Shadow Fighter” (un discreto picchiaduro dalla grafica in stile cartone animato concepito per macchine ECS) e il programma “Video Creator” (per la creazione di filmati multimediali da abbinare ad una traccia audio); non è però stata implementata l’emulazione del modulo MPEG per la visualizzazione di sequenze in formato VideoCD. L’implementazione dell’emulazione del CDTV è ancora incompleta, non essendo ancora in grado di pilotare il lettore CDROM: è possibile gustarsi soltanto l’elegante schermata di avvio e alcune opzioni sul menù di configurazione.

Per quanto riguarda la velocità di lavoro, le prestazioni sono di tutto rispetto: sul mio Pentium III Coppermine a 933mhz con 64k di memoria Cache e 128mb di memoria RAM –una configurazione quindi con qualche anno sulle spalle- il mio Amiga “emulato” gira a velocità di lavoro dalle sei alle otto volte superiori a quelle del 68060 a 50mhz reale montato su di una CyberstormPPC con 144mb di ram SIMM, il cuore pulsante del mio Amiga 4000, e le velocità di lavoro con materiale grafico (come caricare immagini con “Multiview” o lavorare con programmi come“Personal Paint” o ImageFX) ne traggono un chiaro beneficio. Qualche rallentamento si verifica durante il caricamento di programmi che aprono uno schermo proprio, alternativo al desktop del Workbench, altrimenti la risposta ai comandi è sempre rapida e immediata.

WinUAE vs Amithlon

Ho voluto mettere a confronto WinUAE con un altro programma di emulazione che utilizza la modalità di ricompilazione JIT del codice, cioè con Amithlon, scritto da Harald Frank e Bernard Meyer e rilasciato qualche anno fa su licenza dalla Haage & Parthner in combinazione con l’emulatore Amiga XL utilizzato sotto OS QNX. Ho voluto escludere dai confronti Amiga XL (pur se al tempo in cui uscì venivano dichiarati livelli di compatibilità software superiori ad Amithlon) per le maggiori difficoltà riscontrate nell’installare il sistema operativo che lo ospita. Entrambi i programmi presentano velocità di lavoro di tutto rispetto, superiori a quelle delle macchine originali: a una prima impressione però Amithlon si dimostra leggermente più veloce nel rispondere ai comandi, nell’esecuzione dei programmi, nel ridisegno delle finestre e delle interfacce grafiche. Ho voluto pertanto verificare con dati numerici concreti tali mie sensazioni. Ho provato prima a misurare le prestazioni dei vari ambienti di lavoro con diversi programmi di benchmark, constatando come questa non fosse la scelta di lavoro più azzeccata: programmi come i vari SysInfo o Syspeed danno informazioni troppo erratiche per dimostrarsi attendibili, con valori nel calcolo dei MIPS e dei MFLOPS estremamente variabili con WinUAE da una prova alla successiva e a seconda di come sono stati impostati i parametri di configurazione (esclusione del sonoro, sincronizzazione dell’emulazione della CPU con quella del Blitter e del Copper, compromessi ricercati tra velocità di lavoro e accuratezza dell’emulazione etc.) anche se, dal lato compatibilità, WinUAE sembra già qui essere più completo, mostrando per esempio di saper aprire lo schermo di SysInfo senza gli artefatti prodotti invece da Amithlon. Ho quindi pensato di utilizzare per i test programmi che facessero lavorare in modo più finalizzato le varie “macchine virtuali”, con risultati che si sono rivelati maggiormente riproducibili e sicuramente più aderenti alla reale utilizzabilità dei vari sistemi. Dalle prove effettuate con programmi come BenoIt (un generatore di frattali distribuito a suo tempo dalla Phase5 per dimostrare le capacità di calcolo delle sue schede PowerPC e che accludeva anche un motore di calcolo che girava sotto 68K) e Candy Factory Pro (un programma edito dalla Motion Studios per la creazione di loghi e titoli in pseudo 3D a partire da scritte o immagini in due colori) ho ottenuto i seguenti risultati:

 


Tempo richiesto (in secondi)

Programma

A4000

PentiumIII 933 MHz


MC68060 50 MHz

Amithlon

WinUAE 0.9.91

Benoit

(rendering dell’immagine mandelbrot all’apertura del programma)

2.03

0.27

0.36

CandyFactory Pro

 (rendering del logo 1st Amigaplatform Award secondo la configurazione progetto denominata “GoldPlaque”)

2.96

0.54

0.48

Non sempre quindi Amithlon sembra superare UAE per quanto riguarda la velocità di esecuzione dei programmi. In un confronto nell’utilizzo tra i due emulatori, Amithlon risulta generalmente più immediato nell’utilizzo, non necessitando (o permettendo, dipende dai punti di vista ) l’intervento da parte dell’utente meno smaliziato su complessi menù di configurazione (ma tale differenza è stata ampiamente colmata dall’introduzione dell’opzione “Quickstart”); Amithlon inoltre permette di montare direttamente dischi rigidi con partizioni aventi fliesystem in formato AmigaDOS, di accedere ai loro contenuti, e un più rapido multitasking, essendo in grado di passare rapidamente da un programma aperto ad un altro aventi differenti schermi attivi. UAE si dimostra invece superiore per quanto riguarda la gestione del floppy drive PC e delle partizioni MSDOS in generale, oltre a presentare un livello leggermente più elevato di compatibilità a livello di programmi e una migliore gestione del segnale video. Senza contare poi che con UAE è possibile utilizzare programmi che necessitano per funzionare dei chip custom dell’architettura hardware degli Amiga Classici, funzione di cui Amithlon è totalmente sprovvisto. A tal proposito, notevole si è rivelato il livello di compatibilità di WinUAE con Scala MM300, il noto pacchetto per la creazione di contenuti multimediali che poggia per il suo funzionamento e la realizzazione degli effetti sulle funzioni del chipset AGA: durante le prove esso ha sempre funzionato correttamente, senza mai mandare in blocco il sistema, rivelandosi in grado di caricare tutti gli script mediante i quali erano organizzati gli effetti e le transizioni all’interno dei vari lavori audiovisivi, seppure la qualità dei risultati variava a seconda del tipo di funzioni emulate (molto buona per quanto riguarda le dissolvenze, le sovrapposizioni video e la creazione di diagrammi e tabelle, più approssimativa nella riproduzione di titoli a scorrimento e di animazioni eseguite alla velocità di 50 fotogrammi al secondo) e con qualche problema di sincronismo del video con le tracce audio; tale programma è invece totalmente inutilizzabile sotto Amithlon.


Ma è solo una raccolta di emulatori Amiga?

Nel CD (o nella versione online) di Amiga Forever non si trovano soltanto programmi di emulazione: oltre al già citato materiale ad essi direttamente (come Rom, immagini adf dei dischi contenenti software ludico o le varie revisioni del SO di Amiga) o indirettamente collegato (materiale audio e video riguardante la saga Commodore e Amiga), sono presenti altri utili strumenti per utilizzare al meglio e dimostrare le potenzialità della piattaforma Amiga. Primo tra tutti è doveroso citare il programma di grafica Personal Paint, semplicemente il migliore programma di disegno ed elaborazione di grafica bitmap prodotto per Amiga, in grado di operare con tavolozze fino a 256 colori per Amiga e uno dei migliori contributi software forniti dalla Cloanto alla comunità di utenti amighista. Esso viene fornito nella versione 7.1b–l’ultima commercialmente sviluppata- in combinazione con il software Color Type (un potente programma per la creazione e modifica di set di caratteri in formato bitmap) e trae vantaggio dall’emulazione sotto diversi aspetti, anzitutto dal lato della velocità e delle dimensioni degli schermi che si possono aprire (grazie alla possibilità di incrementare la memoria chip oltre i canonici 2mb).

La schermata del Workbench come si presenta all'avvio 

Alla ricerca del pelo nell’uovo…

Cosa non va ancora in Amiga Forever? Per la verità molto poco, forse l’unico neo che ad esso si può imputare è la localizzazione di tutto il materiale (programmi, ma anche documentazione e autodocs) unicamente in Inglese, trascurando altre lingue come Tedesco, Francese e soprattutto il nostro beneamato Italiano. Unica eccezione è la localizzazione in Italiano del programma Software Manager. La scelta di privilegiare la lingua Inglese è –giustamente- imputabile all’esigenza di rendere il prodotto appetibile anche al mercato estero, per rimpolpare i volumi di vendita e con essi giustificare i costi di sviluppo e realizzazione. Localizzazioni in più lingue d’altro canto renderebbero la raccolta più appetibile a quella fetta di utenti informatici (italiani e non) meno anglofili e più restii a sobbarcarsi la lettura della documentazione di riferimento qualora si presentasse qualche problema nell’utilizzo degli emulatori. Sarebbe auspicabile un impegno da parte di alcuni membri della comunità (particolarmente degli appartenenti alla ATO) per aiutare, previa autorizzazione, la Cloanto nella realizzazione di tali traduzioni: costoro riscuoterebbero sicuramente la gratitudine di tutta la comunità amighista. Manca inoltre una piccola guida rapida cartacea (da inserire a mo’ di copertina nella custodia del CD) in grado di fornire all’utente le prime nozioni fondamentali per quanto riguarda l’installazione di Amiga Forever e l’utilizzo di programmi come Amiga Explorer, questa invece imputabile sicuramente all’esigenza di mantenere bassi i costi di produzione della raccolta.


A chi può servire Amiga Forever?

Amiga Forever è in grado di soddisfare le esigenze di diverse tipologie di utenti, siano essi amighisti, ex-amighisti o anche utenti PC che, dopo averne sentito parlare, vogliano accostarsi a questa realtà dell’informatica senza andare alla ricerca per mercatini di vecchi computer usati e ingialliti. Esso può infatti essere adatto all’utente PC che ha passato gli anni della giovinezza utilizzando (soprattutto giocando con) Amiga e che, anni dopo averlo venduto (o peggio, gettato via), voglia reperire sulla rete e rigiocare –magari su di un moderno monitor LCD- quel tale sparatutto, gioco di piattaforme o avventura grafica che l’aveva al tempo appassionato e costretto a passare notti insonni davanti al televisore di casa o ad un ingombrante monitor a 14 pollici.

Amiga Forever è un acquisto azzeccato anche per chi un Amiga Classico in casa ce l’ha ancora (magari dopo avergli aggiunto un disco rigido, un lettore CD-ROM, una scheda acceleratrice ed un po’ di memoria) e vuole metterlo in connessione con il proprio PC con il programma Amiga Explorer e scaricare da esso file di testo, musicali, grafici o programmi, in formato compresso o meno, reperiti navigando su internet e che per le loro dimensioni non possono essere salvati su di un dischetto a bassa densità.

Utilizzando la versione JIT di winUAE, Amiga Forever può tornare utile a chi vuole utilizzare alcuni programmi (soprattutto di grafica) scritti per girare sotto AmigaOS, godendo inoltre di velocità di lavoro di gran lunga superiori a quelle ottenibili su di un qualsiasi Amiga Classico anche se dotato di acceleratici, schede grafiche ed espansioni di memoria.

Con Amiga Forever si può inoltre mostrare ad un amico o ad un collega sul luogo di lavoro in modo totalmente “plug & play” (senza cioè alcuna procedura preliminare di installazione o di ricerca dei driver adatti alla propria configurazione PC) quanto è leggero, efficiente rapido nelle risposte ai comandi, nel caricamento dopo riavvio e facile da usare il sistema operativo Amiga, anche se in forma emulata, per prepararlo all’impatto con una eventuale visione di un AmigaOS 4.0 che gira nativo per PowerPC sul proprio AmigaOne di casa.

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Link utili e approfondimenti

Cloanto Italia

Cloanto America

Sito ufficiale di Amigaforever

 

 

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