Vlab Motion









Manuale per l'utente








 



AMIGAPLATFORM.com

Rev. 0.7 Aprile 2004


(Versione preliminare e non verificata completamente e senza indice)


Capitolo 1


Introduzione


MovieShop


MovieShop è il programma principale di gestione delle schede VLab Motion e DraCo Motion. Controlla la digitalizzazione dell’audio e del video, la modifica delle sequenze catturate, l’ordine di esecuzione e l’applicazione degli effetti per la creazione del proprio “filmato”. Dal momento che questo è un sistema di modifica non lineare, si ha accesso a tutte le informazioni registrate in maniera immediata. Non c’è bisogno di sprecare tempo riavvolgendo e mandando avanti il nastro. Tutto è alla propria portata istantaneamente.


Le sequenze possono essere sistemate e risistemate in qualsiasi ordine si voglia. Con la VLab Motion non sono più necessari tre videoregistratori (due per sorgenti e uno di registrazione) per l’A/B roll. Ora tutto ciò di cui si ha bisogno è un solo videoregistratore per acquisire i filmati sorgente o riversarvi il filmato definitivo.


È disponibile per l’A/B roll un completo supporto di effetti video digitali come tendine (wipes), dissolvenze (fades) e anche di effetti di image processing, questi ultimi includono la composizione di sorgenti video multiple. Poiché tutti gli effetti sono rappresentati digitalmente, la qualità dell’immagine non viene persa come succede per altri video-switcher, particolarmente dove viene applicato il ridimensionamento.


In simbiosi con altre applicazioni


La VLab Motion è stata progettata per essere in rigorosa conformità con le specifiche stabilite da Amiga e, perciò, lavora in simbiosi con il softwre di Amiga esistente. Se si vuole usare il proprio programma preferito di image processing per aggiungere un tocco speciale a qualche video, è sufficiente esportare i fotogrammi, modificarli e reimpostarli. Inolte il processo può essere totalmente automatizzato usando arexx!


Registrazione di animazioni


Si può usare la VLab Motion come un registratore per animazioni e anche come sistema di riproduzione. Non è più necessario dipendere da un registratore passo-uno. Inoltre si avrà pieno accesso a tutte le caratteristiche di modifica del video di MovieShop e l’audio a 16-bit.


Oltre la barriera del suono


La scheda audio opzionale Toccata fornisce l’audio di elevata qualità come quella del DAT. Dal momento che alcuni utenti potrebbero possedere tale scheda o, se si desidera, fare affidamento a metodi tradizionali legati ai nastri per aggiungere l’audio, questa è acquistabile sia separatamente che assieme alla VLab Motion.


L’arte del video


Un segnale video è molto complesso ma allo stesso tempo molto potente e si può capire che la modifica di un video tramite videocassetta o con l’uso di un disco rigido è più un’arte che una scienza: è molto più che collegare un’uscita A in un’ingresso B, qualche volta bisogna pensare cosa farne veramente di un segnale video.


Perciò non sorprende che anche le persone esperte di grafica al computer possono spesso provare la sconcertante confusione del video. Inoltre, la lavorazione di un videotape ha richiesto storicamente l’utilizzo di parecchio equipaggiamento specializzato e l’acquisizione di parecchia esperienza nel maneggiarlo. Per questo moltissime persone non riescono a comprendere i vantaggi e gli svantaggi di un sistema di modifica del video digitale.


Sebbene la VLab Motion trasmetta una tremenda potenza al proprio sistema, inevitabilmente essa porta con se anche parte della complessità del video. Delle teorie arcane e una terminologia complessa possono diventare un’ostacolo. Sfortunatamente, qualche volta i termini tecnici sono gli unici che possono essere usati. Tuttavia è stato fatto ogni tentativo per rendere comprensibile questo manuale alle persone che non sono esperte nel settore video.


Alla fine di questo manuale è stato inserito un glossario di termini tecnici,che si raccomanda di consultare costantemente.


Quindi non bisogna farsi sopraffare dalla complessità. La configurazione reimpostata di MovieShop generalmente fornirà risultati accettabili. Tuttavia si incoraggia la sperimentazione e l’esecuzione di prove sui parametri per forzare per quanto possibile la Vlab Motion.


Se si volesse un ulteriore approfondimento sui vari aspetti del video in generale, è possibile consultare in proposito un vasto numero di libri e riviste. Le basi del segnale video non sono cambiate per decenni, cosicché anche delle vecchie pubblicazioni possono fornire delle valide informazioni.


L’hardware supportato



VLab Motion


VLab Motion è una scheda di acquisizione video per Amiga, prodotta dalla Macrosystem a partire dal 1994, basata sullo standard di compressione Motion-JPEG, studiato per modificare il video digitale con accesso non lineare. Il Video può essere registrato digitalmente su disco rigido, poi modificato, arricchito con effetti e mostrato alla velocità di 50/60 semiquadri (fields) per secondo in tempo reale. In un solo secondo, la VLab Motion comprime approssimativamente 27 megabytes di dati in uno spazio di occupazione che varia da 0,2 a 2,5 megabytes! VLab Motion trasforma il tuo Amiga in un videoregistratore senza nastro.



Caratteristiche della VLab Motion




DraCo: un Sistema Completo


Dopo il grande successo riscosso con la Vlab Motion, la Macrosystem decise di condensare l’esperienza acquisita nello sviluppo di hardware e software dedicato ad Amiga ( schede acceleratici, schede video, schede audio… ), nella progettazione di un sistema completo dedicato al montaggio video non lineare. Ne scaturirono due prodotti, fatti realizzare negli stabilimenti della Siemens: il DraCo e Casablanca. Il primo era dedicato prettamente all’utenza semiprofessionale, consisteva a tutti gli effetti un clone Amiga-compatibile, pur mutuandone con alcuni rimaneggiamenti il sistema operativo, adottando le medesime CPU e utilizzando anche analoghi protocolli hardware ( il Bus Zorro II ) per la gestione di periferiche accessorie, ma ridisegnato per superare alcuni dei limiti dei modelli classici, soprattutto nell’ambito specifico delle applicazioni video e multimediali in cui, comunque, Amiga è stato all’avanguardia in ambito semiprofessionale e hobbistico per parecchi anni. Il DraCo è stato prodotto in due versioni: la prima alloggiata in un’ingombrante case tower; la seconda –ridenominata DraCo Vision- organizzata in un’accattivante case cubico, più solido e maggiormente richiamante al suo primario utilizzo in ambito videografico all’interno di studi semiprofessionali o in piccole emittentii private. Qui di seguito sono elencate alcune delle caratteristiche hardware più salienti:


Nota: non disponendo di una porta game tipo Amiga o PC, non è in grado di accogliere joistick o altre periferiche simili e nemmeno eventuali chiavi hardware per fare girare alcuni programmi, quali Tornado 3D.

Sugli slot DracoBus trovano posto il cuore grafico del sistema, composto da:





La versione “casalinga”: Casablanca


Casablanca era un prodotto realizzato per un segmento di mercato diverso, comprendente principalmente quella cerchia di utenti amatoriali evoluti disposti ad investire una (cospicua) somma per avere in casa una piccola stazione di montaggio con cui rielaborare i propri filmati e quelli degli amici con relativa semplicità ed immediatezza, senza tutte le complicazioni (o i vantaggi, dipende dai punti di vista) dell’utilizzo di un computer completo e del suo ambiente di lavoro. Di aspetto simile ad un videoregistratore o a un decoder, Casablanca col suo design può agevolmente integrarsi nell’arredamento di casa o come strumento accessorio in un piccolo studio di videografica. Esso consiste infatti in un sistema di registrazione su disco fisso su cui poter riversare i propri filmati, modificarli con semplici sequenze di taglio in modalità A/B Roll (vedere più avanti cosa si intende per “modalità A/B Roll), aggiungere qualche filtro, effetto grafico, titolazione, aggiungere musica o propri commenti audio… tutto utilizzando quella che apparentemente sembra una versione modificata di MovieShop e alcuni programmi accessori, acquistabili separatamente. Solo la prima versione di questo prodotto presentava un hardware lontano parente del Draco e degli Amiga Classici (le successive versioni sono state sviluppate su altri tipi di processori e piattaforme); qui ne riportiamo alcune caratteristiche:



Non ci dilungheremo ulteriormente su questa periferica che, pur costituendo un progetto legato alla più complessa piattaforma Draco presenta, diversamente dal suo fratello maggiore, scarsa compatibilità software con il parco software Amiga, anche se la realizzazione della versione 5 di Movieshop ha permesso l’utilizzo di parte del software (principalmente raccolte di operatori) prima concepito appositamente per Casablanca.


Problemi di funzionamento


Il corretto funzionamento di VLab Motion dipende largamente dal resto del sistema che si ha a disposizione. Più velocemente il sistema trasferirà i dati dal/al disco rigido, migliore sarà il rendimento della scheda. Velocità di trasferimento più elevate richiedono una minor compressione dei dati video il che a sua volta comporterà un aumento visibile della qualità.


La qualità di esecuzione può essere aumentata in un vasto numero di modi. Un disco rigido tipo SCSI2 più veloce in combinazione con un controller veloce possono migliorare le prestazioni. Anche la registrazione dell’audio su di un secondo disco rigido porta dei benefici. Inoltre anche della memoria addizionale può migliorare le prestazioni.


La “preselezione” del disco rigido dovrebbe essere disattivata per migliorare le prestazioni. E’ possibile farlo tramite il programma di utilità del Workbench denominato HDToolBox o utilizzando i programmi di utilità forniti (vedere il capitolo 15 i programmi di utilità disponibili) con MovieShop o prodotti da terze parti.


NOTA: il bus Zorro II di Amiga limita la velocità massima di trasferimento dati a circa 2,5 MB/secondo, che potrebbe impedire il pieno sfruttamento delle prestazioni del disco rigido.


Problemi di memorizzazione


E’ impossibile dare una formula precisa circa lo spazio e il tempo di memorizzazione delle sequenze. Un disco da 1 GB può memorizzare all’incirca dai sei minuti a più di ottanta minuti di video. Il tutto dipende da molti fattori quali la scelta del livello di compressione JPEG, dei parametri di smoothing, dalla risoluzione di digitalizzazione e anche dallo stesso materiale video (livello di dettaglio) di partenza. La modifica di tutti questi parametri incide ovviamente sulla qualità del digitalizzato video e quindi sul risultato finale del lavoro. Quando ad esempio si procede all’acquisizione di un filmato a partire da una sorgente Vhs casalinga, visto il basso livello di dettaglio del materiale di partenza, sarà sufficiente regolare il livello di compressione JPEG ( come già ricordato, per la VLab Motion esso può essere settato entro un range di valori 1-75% a causa del limite di velocità nel trasferimento dati da parte del bus Zorro II, che scende ulteriormente a 70% se la scheda è utilizzata in combinazione con una Toccata per la contemporanea acquisizione della traccia audio; diverso è il discorso per la DraCo Motion, montata sul più veloce bus proprietario della workstation DraCo, con la quale sono possibili valori fino al 100% ) su valori del 25 ( con un risultato di qualità analoga a quella di un video in formato MPEG ) fino al 40% senza apprezzabili perdite di qualità nell’immagine. Cambiando la qualità della sorgente video potrà rendersi necessario l’utilizzo di livelli di compressione via via inferiori, con conseguente aumento dello spazio su disco rigido occupato dal nostro lavoro. Qui sotto è riportata una tabella di riferimento, puramente indicativa, relativa alla variazione dello spazio occupato su disco da filmati caratterizzati da diversa qualità nell’ immagine:


Tipo di sorgente video Compressione JPEG Quantità di filmato registrabile su disco (minuti)

consigliata 1GB 2.1GB 4.3GB


VHS buona qualità (SP) 60 22 44 88


SVHS media qualità 65 18 36 72


SVHS alta qualità 70 16 32 64


Hi8 media qualità 75 13 26 52


Hi8 alta qualità 80 11 22 44


Betacam SP 90 9 18 36


Altro fattore da considerare è la quantità di effetti speciali e di video composti che si useranno. La rappresentazione (rendering) occuperà altro spazio di memorizzazione. Perciò,considerando questi fattori, non bisognerà usare tutto lo spazio disponibile su disco per la sola registrazione del materiale video sorgente. Si tenga presente che se si aggiunge un effetto speciale per ogni singolo fotogramma, lo spazio di memorizzazione verrà raddoppiato (questo è un esempio che probabilmente non sarà mai messo in pratica, ma che tuttavia illustra meglio il problema).


Veloce e pratico


Un test veloce e pratico per valutare la velocità e capacità del sistema consiste nel configurare MovieShop con i parametri desiderati, iniziare un nuovo progetto e digitalizzare 10 secondi del video desiderato. A questo punto basterà aprire la finestra delle informazioni sul progetto dal menù “Progetto”, annotare il valore di occupazione della partizione video e dividerlo per dieci. Il risultato ottenuto corrisponderà approssimativamente alla capacità di memorizzazione per un secondo di video di una sessione di lavoro tipo.


Trascinamento delle sequenze


Il trascinamento delle sequenze e dei suoni attraverso le varie finestre è realizzabile mantenendo contemporaneamente premuto il tasto del mouse sinistro e il puntatore sul loro nome. Il puntatore si trasformerà i una mano e la voce potrà essere trascinata in qualsiasi posto. E’ necessario usare i parametri di ritardo dello spostamento delle sequenze dal menù “Configurazione” per cambiare la quantità di tempo necessaria la puntatore per trasformarsi in una mano.


Il formato del timecode


MovieShop ha un proprio formato per il timecode (simile al SMPTE). Si presenta come MMM.SS:FF, dove MMM rappresentano i minuti, SS i secondi e FF i fotogrammi. Per esempio, 012.22:05 significa che 12 sono i minuti, 22 i secondi e 5 i fotogrammi di cui si compone una determinata sequenza video. Ogni fotogramma è uguale a 1/30 di secondo in un filmato in formato NTSC e a 1/25 di secondo se in formato PAL. Si noti l’uso del periodo e dei due punti: essi sono molto importanti!


NOTA: nel computo dei fotogrammi il primo di essi in una sequenza è denominato “0” (più precisamente 000.00:00), per cui il fotogramma 000.00:15 corrisponde al 16° (sedicesimo) fotogramma.


Suggerimento


Come abbreviazione, spesso si possono omettere le parti inutili del formato, come quando bisogna fissare la lunghezza di registrazione nel pannello di controllo delle sequenze e nello specificare il timecode nei comandi di MovieShop. Così “000.02:00”, “2:00” e “2:” sono tra loro interscambiabili. Inoltre anche 002.03:00 può normalmente essere abbreviato come “2.03”.


Convenzioni


La maggior parte di questo manuale è stato scritto assumendo che sia già installata una scheda Toccata. Se si sta utilizzando una scheda VLab Motion senza di essa bisogna ignorare la documentazione relativa alla parte audio.


Le informazioni che dovranno essere inserite nel computer saranno rappresentate in grassetto. Le funzioni evocabili tramite particolari combinazioni di tasti verranno indicate tramite abbreviazioni come CTRL+M che indica la necessità di dover tenere premuti contemporaneamente il tasto CTRL (Control) e il tasto M.

Le informazioni che saranno mostrate sullo schermo saranno rappresentate da questo carattere. La sintassi del programma e delle funzioni (eccetto che per i comandi ARexx) sarà rappresentata come segue:


Programma [opzione1] [opzione2 | opzione3]


Si può notare che gli argomenti in parentesi quadra possono essere necessari o facoltativi. La barra verticale indica che le funzioni sono mutuamente esclusive.


MovieShop ha molti menù inclusi in altri menù (cioè dei sottomenù), con alcune opzioni molto simili, talvolta anche con nomi identici. E’ stata fatta molta attenzione per cercare di essere il più possibile chiari quando si fa riferimento ad una voce in un menù. In molti casi, per brevità, una voce di un menù sarà descritta come: Finestre\Configura\Video. Questo esempio particolare indica la voce “Video” presente nel sottomenù “Configura” a sua volta presente nel menù “Finestre”.





































Capitolo 2


Installazione


Questa sezione si occupa dei requisiti hardware, dell’ installazione della scheda VLab Motion, dei collegamenti esterni e dell’installazione del software.


Requisiti hardware e software


Per utilizzare la VLab Motion sono necessarie le seguenti cose:


Equipaggiamento facoltativo:


Nota: Essendo una scheda Zorro II, la VLab Motion non trae particolari vantaggi dall’uso di controller SCSI a più elevate prestazioni ( come il controller UltraWideScsi montato sulle CyberstormPPC e MK3 ).


Configurazioni raccomandate


Nella seguente lista ci sono alcune configurazioni adeguate per avere un corretto funzionamento della VLab Motion:


Sono invece stati rilevati dei problemi di compatibilità con Amiga equipaggiati con schede CPU prodotte dalla GVP.


Installazione della scheda VLab Motion


Per una spiegazione dettagliata su come rimuovere la copertura del proprio computer si prega di rivedere la guida dell’utente che è stata fornita con il proprio Amiga,quindi:


  1. Spegnere Amiga e tutte le periferiche.

  2. Rimuovere il cavo elettrico da Amiga.

  3. Scollegare tutti i cavi dal computer.

  4. Rimuovere la copertura svitando le viti e mettendole da parte.

  5. Rimuovere la copertura. Fare attenzione ed accertare che nessuna parte della copertura possa urtare e danneggiare accidentalmente qualsiasi cablaggio interno.

  6. A questo punto si dovrebbero prendere delle precauzioni contro le scariche elettrostatiche (a tale proposito sono disponibili molti economici dispositivi in molti negozi di elettronica e per computer).

  7. Selezionare uno slot di espansione libero di Amiga.

  8. Rimuovere la vite dalla linguetta in metallo di copertura dello slot di espansione, montata sul retro del computer. Conservare la linguetta di copertura in un posto sicuro. La vite sarà usata in seguito.

  9. Rimuovere la scheda VLab Motion dalla sua confezione e inserirla attentamente nello slot di espansione. Il sostegno metallico sul retro della VLab Motion dovrebbe essere orientato precisamente come la linguetta metallica di copertura dello slot di espansione dello slot appena rimossa. Accertare che la scheda sia correttamente inserita nello slot di espansione. Esercitare una leggera pressione e non forzare l’inserimento della scheda.

  10. Assicurare la scheda VLab Motion allo slot di espansione con la vite rimossa dalla linguetta metallica di copertura.

  11. Adesso è possibile installare anche la scheda sonora Toccata,se permane un’altro slot di espansione Zorro libero.

  12. Montare la copertura e riavvitare tutte le viti.

  13. Riallacciare il cavo elettrico e tutte le altre periferiche esterne.


Installazione del software


E’ consigliabile fare una copia dei dischetti di installazione del programma MovieShop e usare le copie fatte per effettuare l’installazione.


  1. Inserire il dischetto etichettato “MovieShop”.

  2. Aprire la relativa icona e ciccare due volte sull’icona “Install-MovieShop.Italian”.

  3. Seguire le istruzioni di installazione. Sarà impiegato il programma AmigaDOS “Installer”; tutto il software richiesto sarà copiato su disco rigido.


Collegamenti ai connettori posteriori della scheda audio Toccata


Ovviamente bisogna collegare l’output della Toccata ad un sistema stereo o ad una cuffia amplificata. Generalmente si dovrebbero collegare l’audio proveniente da una sorgente video al connettore di ingresso Line. Usare AUX1 e AUX2 per l’audio proveniente da nastri, CD, etc.

Naturalmente non vi è alcun problema tecnico che impedisce il collegamento di queste sorgenti anche all’ingresso Line.









Capitolo 3


MovieShop: nozioni fondamentali


Prima di tutto, è necessario configurare MovieShop in base alle necessità del proprio sistema. Dopo ciò, il processo di creazione di un filmato può essere suddiviso in quattro fasi basilari.

Prima c’è la fase di preparazione, dove si richiede la configurazione di tutti i parametri che saranno utilizzati durante la registrazione ed il playback. Alcuni di questi parametri sono molto importanti in quanto non possono essere modificati nell’ambito della lavorazione di uno stesso progetto.

La seconda fase consiste nella digitalizzazione del materiale sorgente audio e video. Dal momento che lo spazio di memorizzazione disponibile su disco rigido è solitamente una risorsa limitata, è consigliabile prima visiona re il proprio materiale sorgente segnandosi le parti (nell’ambito della storyboard, per esempio) di cui effettivamente si ha bisogno. In questo modo, non solo si potrà diminuire la richiesta di spazio di memorizzaione su disco, ma anche di velocizzare le modifiche, dal momento che vi sarà meno materiale da elaborare. Del resto sarà sempre possibile aggiungere dell’altro materiale in un secondo momento, se sarà necessario.

La terza fase è costituita dall’apporto di alcune modifiche approssimative, dove ciascuna sequenza digitalizzata è ridotta alla lunghezza necessaria. In questa fase diviene importantissimo l’ordine di montaggio delle proprie sequenze (è consigliabile stabilirla preventivamente durante la stesura della storyboard). E’ più difficile risistemarle una volta trascinate sulla Time Line.

La quarta e ultima fase è quella in cui le sequenze, l’audio e gli effetti messi sulla Time Line si fondono per creare il proprio filmato.


Le finestre


MovieShop presenta un’interfaccia completamente modulare, organizzata cioè in finestre. Ogni finestra controlla controlla una funzione (o meglio, un gruppo di funzioni affini) differente. A meno che non si stia utilizzando uno schermo ad alta risoluzione (come quelli apribili su scheda grafica Retina o di altro modello) od uno schermo virtuale, si dovranno scegliere le finestre più utili da tenere aperte in modo selettivo, dal momento che lo spazio disponibile su video sarà limitato.


Il seguente riquadro fornirà una guida elementare circa le finestre che sarà necessario aprire più frequentemente durante le quattro fasi di lavoro prima descritte. Eventualmente si potranno creare degli elenchi basati sulle proprie necessità operative o sui propri gusti (ancora potrà tornare utile annotare queste informazioni nella storyboard).


Legenda:


A Bisogna lasciare questa finestra aperta. Vi è un’alta probabilità di interazione con i comandi di questa finestra.


S Se è disponibile sufficiente spazio sullo schermo, si può lasciare aperta questa finestra.


C Bisogna aprire la finestra per configurarne i parametri o eseguire un’azione, quindi richiuderla. Si noti che alcune opzioni non sono più regolabili dopo che un progetto è stato iniziato. In questi casi la selezione potrebbe essere critica.


P Ci potrebbe essere la possibilità, si potrebbe avere bisogno di accedere a questa finestra sia per un attenta regolazione sia per un importante cambiamento dei parametri.


Suggerimenti


Si scriva uno script Arexx che chiuda tutte le finestre e poi le apra posizionandole dove si desidera. Una migliore produttività è raggiungibile anche con delle finestre che si aprono sempre nello stesso posto.


Inoltre bisogna ricordarsi che alcune finestre possono essere dimensionate usando il mouse. Il pulsante di ridimensionamento delle finestre riduce alcune finestre a barre del titolo ed altre in finestre più piccole. Le finestre possono essere anche sovrapposte alla barra del titolo di MovieShop mantenendo la possibilità di accedere ai menù con il pulsante destro del mouse. Le dimensioni delle finestre sono salvate nel file di configurazione di MovieShop.


Informazioni della Barra del Titolo


La Barra del Titolo fornirà le informazioni riguardanti il progetto aperto correntemente. Il nome del progetto tra virgolette.


Un asterisco (*) apparirà a sinistra del nome se il proprio filmato non è stato modificato dall’ultima volta che il progetto è stato salvato. Sono mostrati anche i nomi delle partizioni video ed audio da esso occupate.


Esecuzione del Workbench


MovieShop funziona molto bene anche se non sono presenti dei Tooltypes predefiniti nell’icona. Tuttavia sono supportati alcuni Tooltypes:


# SM=<Nome file macro>


# PSN=<Nome schermo pubblico>


# Si può anche avere solo un nome di un progetto con relativo percorso su una linea.


StartupMacroFile indica il percorso più il nome del del file di uno script di comandi (si veda il Capitolo 16 “I Comandi di MovieShop”) che verrà automaticamente eseguito quando MovieShop sarà stato avviato.


NOTA: Se si ha uno script Arexx chiamato MovieShop.startup nella directory in cui si trova il programma MovieShop, questo sarà eseguito automaticamente. Tuttavia specificando un file di avvio (startup) differente nei Tooltypes questo sarà ignorato.

“Nome schermo pubblico” rappresenta un nome di uno schermo pubblico qualsiasi sul quale si vuole aprire l’interfaccia grafica di MovieShop. Si noti che questa opzione è sensibile alla presenza delle lettere maiuscole e minuscole (è pertanto un opzione “case-sensitive”). Se lo schermo non esiste MovieShop si aprirà sul Workbench.


Esempi:

SM=Work:MovieShop/MystartupFile

PSN=ADPro.1


Work:MovieShop/Projects/TaylorMovie



Esecuzione da CLI


Si può eseguire MovieShop dal CLI usando la seguente sintassi:


MovieShop ProjectName SM=<Nome file macro> PSN=<Nome schermo pubblico>


Gli argomenti operano esattamente come i ToolTypes.













































Capitolo 4


Configurazione del sistema


Prima di poter cominciare a creare un proprio filmato molti parametri di configurazione necessitano di una assegnazione. Questi parametri sono modificabili tramite il menù Configurazione. Per la maggior parte, una volta assegnati andranno dimenticati.


Partizioni Video e Audio


MovieShop richiede una partizione separata dell’hard disk sia per il video che per l’audio. MovieShop prende totalmente il controllo di queste partizioni scavalcando il filesystem di Amiga. Questo è il solo modo per ottenere la velocità massima di trasferimento dati e qualsiasi dato contenuto precedentemente nelle partizioni verrà cancellato.


Le partizioni video e audio possono risiedere sullo stesso disco rigido ma se saranno assegnate su due dischi differenti si otterranno dei risultati migliori. Se si sta usando un’A4000 si può usare un disco IDE per l’audio. Tuttavia non si otterranno grandi risultati se il disco IDE viene utilizzato per la partizione video.


Si usi il programma HDToolbox del Workbench per configurare le partizioni. Come regola generale basata sull’esperienza, la dimensione della partizione audio deve essere almeno il 10% di quella video, qualora si stia usando uno dei modi audio con compressione. Tuttavia se, per esempio, si vuole creare un video musicale con parecchi livelli audio separati con un’alta frequenza di campionamento (come 48 KHz, la stessa utilizzata nelle unità DAT), si potrebbe aver bisogno di maggior spazio di memorizzazione per l’audio che per il video.


Se si ha la possibilità di scegliere, si utilizzi il disco rigido con più alta velocità di trasferimento dati per la partizione video. Inoltre, si può essere sorpresi imparando che un disco non ha la medesima velocità di trasferimento in ogni suo punto. In realtà, in molti casi è più veloce nelle tracce più esterne (la parte sinistra sulla barra delle partizioni del programma HDToolbox). Così se non si vuole utilizzare l’intero disco per la VLab Motion, si consiglia di creare la partizione all’inizio dello stesso.


Se si preferisce si possono creare delle partizioni video/audio multiple. Questa scelta permetterà la creazione di più filmati indipendenti. Tuttavia ciò limiterà la lunghezza di ciascun filmato dal momento che essi potranno essere visualizzati soltanto uno alla volta.


Per assegnare le partizioni video e audio si veda il sottomenù “Percorso(Path) nome del File” presente nel menù “Configurazione”. Con lo stesso, si dovrebbe anche assegnare la directory da usare per i file temporanei. Normalmente questi ultimi dovrebbero essere assegnati alla T: o in alternativa alla RAM:. Lo stesso sottomenù controlla l’assegnazione del percorso per gli operatori che normalmente dovrebbero essere nella subdirectory “Operators” presente nelle directory MovieShop.


Shermi ed altro


Una esecuzione versatile di Movieshop è permessa grazie alla disponibilità per l’interfaccia grafica di quattro tipi di schermo. Questi sono selezionabili usando il sottomenù “Tipo di Schermo” nel menù “Configurazione”.

L’opzione “Nessuno Schermo” eseguirà il programma con l’interfaccia sul Workbench.

L’opzione “Predefinito(Default)” eseguirà l’interfaccia su di uno schermo “duplicato” del Workbench.

La terza opzione è costituita dalla possibilità di poter aprire l’interfaccia sullo schermo di un altro programma, scegliendo il nome del suo schermo pubblico (PublicScreen) sempre che il programma suddetto ne abbia uno. Per fare questo, si deve selezionare “Seleziona lo Schermo Pubblico(PubScreen)…”


Configurazione di sistema


Dal sottomenù “Tipo di Schermo” nel menù “Configurazione” apparirà un elenco degli schermi pubblici resi disponibili dai programmi in esecuzione, compreso il Workbench. E’ sufficiente posizionare il puntatore sul nome dello schermo pubblico desiderato e premere due volte il tasto sinistro del mouse. Si noti che normalmente il Workbench è lo schermo pubblico predefinito. Molti programmi che aprono una finestra o una icona sul Workbench in realtà lo fanno sullo schermo pubblico predefinito. Così, abilitando l’opzione “Schermo Pubblico Predefinito” presente nel sottomenù “Tipo di Schermo” nel menù “Configurazione”, queste finestre ed icone si apriranno sullo schermo di MovieShop. Si provi questa opzione attivandola, eseguendo l’utility del Workbench “Clock” (Orologio).


La quarta opzione, quella che sarà utilizzata probabilmente più spesso permette di definire uno schermo personalizzato. Quest’ultimo può essere uno schermo qualsiasi gestibile dal proprio sistema. Per i computer non dotati di chipset AGA e senza una scheda grafica a 24-bit colore, la palette dei colori sarà costituita da una scala di grigi. I proprietari di Amiga dotati di chipset AGA possono utilizzare uno schermo a 256 colori (8-bit), mentre gli Amiga e equipaggiati con scheda grafica e le stazioni DraCo possono utilizzare schermi con 65536 (16-bit) o 16 milioni di colori (24-bit). La modalità dello schermo e della risoluzione può essere assegnata usando un requester di Amiga dopo aver selezionato “Seleziona il modo grafico dello schermo” presente nel sottomenù “Tipo di Schermo” nel menù “Configurazione”.


È molto importante notare che il numero di colori è rilevante solo per la visualizzazione delle miniature (fotogrammi di riferimento rimpiccioliti presi dalle sequenze e che possono essere visualizzati sull’interfaccia di MovieShop). Generalmente, eccetto nel caso in cui si utilizzi una scheda grafica, più colori comportano un’interfaccia più lenta. Le miniature sono abbastanza piccole e 16 colori potrebbero essere già sufficienti.


Leggibilità


Per cambiare il carattere utilizzato per i pulsanti ed il testo all’interno delle finestre, selezionare la voce “Seleziona Carattere” dal sottomenù “Seleziona Carattere delle Finestre” presente nel menù “Configurazione”. Apparirà un requester che consentirà l’accesso di tutti i caratteri di Amiga che sono disponibili.

Suggerimento:La selezione dei caratteri delle finestre influenza direttamente la dimensione delle stesse che sono aperte da MovieShop. Perciò si scelga il carattere proporzionale più piccolo che si riesca a leggere. Questo modo permetterà di avere più finestre visibili simultaneamente. Helvetica corpo 11 sarà sufficiente (9 se si ha una buona vista).


Per cambiare il font usato nei menù e nelle barre di titolo,selezionare la voce “Selezionare Carattere” dal sottomenù “Seleziona il Carattere dello Schermo” dal menù “Configurazione”. Apparirà un pannello di richiesta che consentirà l’accesso a tutti i caratteri Amiga disponibili.

L’opzione “Predefinito” presente in questi due sottomenù (Seleziona Carattere Finestre/Schermo) istruisce il programma a utilizzare il carattere del Workbench.

Se accidentalmente si seleziona un carattere dello schermo così grande da precludere l’accesso al menù “Configurazione” e la configurazione è già stata salvata (Es. “Auto Salvataggio” attivato e si è chiuso MovieShop), c’è comunque una soluzione per rimediare. Basta premere RIGHTAMIGA+E per attivare la finestra “Esecuzione dei Comandi” ed inserirvi nel riquadro “Comando” ScreenFont Topaz 11. Lo schermo dovrebbe riconfigurarsi usando questo carattere. A questo punto lo si potrà riconfigurare con qualche altro carattere.


Opzioni varie


Altre opzioni di configurazione di sistema possono essere modificate dalla finestra “Opzioni Varie”, attivabile selezionando l’omonima voce dal sottomenù “Configura” del menù “Finestre”.


Qui si può assegnare un intervallo di tempo, se desiderato, dopo cui il proprio progetto sarà automaticamente salvato. Il tempo può variare da 0 (disattivato) fino a 60 minuti. L’opzione “nuova sequenza” permette di salvare il progetto ogni volta che si crea una sequenza. Si raccomanda fortemente di utilizzare queste opzioni.


Salvataggio delle Preferenze


I file di configurazione di MovieShop contengono le informazioni sulle preferenze delle finestre, della loro posizione e dimensione, sulle configurazioni del video, percorsi, etc. Il sottomenù “Salva Configurazione” presente nel menù “Configurazione” ha tre differenti possibilità di scelta: “Temporanea”, ”All’Archivio” e “Salvare con Nome”. Si utilizzi “Temporanea” se si vuole usare la configurazione finchè non si riavvia nuovamente il sistema. Si utilizzi “All’Archivio” se si desidera che la configurazione sopravviva al riavvio. Generalmente, se si utilizza “All’Archivio”, la configurazione dovrebbe essere salvata anche come “Temporanea”.

Suggerimento:Per salvare simultaneamente sia “All’Archivio” sia “Temporanea”,mentre si sta tenendo premuto il tasto destro del mouse, si evidenzi “Temporanea” e si prema il tasto sinistro del mouse una sola volta. Quindi si selezioni “All’Archivio” e si rilasci il tasto destro del mouse.


Se si vuole assegnare file multipli di configurazione, bisogna selezionare “Salva con nome” che aprirà un pannello di richiesta per salvare un file di configurazione usando un nome definibile dall’utente. Questo può essere caricato successivamente usando l’opzione “Carica Configurazione”.


Questo potrebbe essere usato ad esempio per assegnare preferenze separate per l’uso di schermi in formato PAL e NTSC.


Le opzioni “Usa Automaticamente” e “Salva Automaticamente” eseguono rispettivamente le funzioni dell’opzione “Temporanea” e “All’Archivio” quando viene chiuso MovieShop.


Altre Opzioni


Naturalmente ci sono delle altre opzioni che non hanno una particolare importanza per il momento e che potranno essere impostate per soddisfare i propri gusti, dopo aver letto il capitolo “Configurazione”.




Capitolo 5


La fase di Preparazione


Nella fase di preparazione sarà necessario configurare alcuni parametri che saranno usati per la digitalizzazione del video e la creazione del proprio filmato. Alcuni parametri sono estremamente importanti perché non possono essere modificati dopo che è stato iniziato un nuovo progetto. Per esempio, il fattore di compressione JPEG (cioè il fattore di compressione) deve essere stabilito all’inizio del progetto. Se qualsiasi parte dei parametri è ombreggiata (si noti che l’ombreggiatura indica che non è possibile cambiare questi parametri in un progetto che è già stato creato) significa che è già in corso un progetto, anche se questo non contiene niente. In questo caso, lo si può chiudere selezionando la voce “Chiudi” dal menù “Progetto”.


Parametri Hardware


Per i parametri hardware bisogna aprire la finestra “Configura Hardware” selezionando la voce “Hardware” presente nel sottomenù “Configura” dal menù “Finestre”. Tutti questi parametri sono “WYSIWYG” cioè, se una sorgente video è collegata alla VLab Motion, regolando tali parametri si modificherà direttamente ciò che si vede sull’uscita video della VLab Motion.


Modalità d’Ingresso e di Uscita


Le modalità di ingresso e di uscita dovrebbero essere assegnate allo standard che si sta usando (NTSC o PAL). C’è un parametro addizionale valido solo in uscita chiamato “Auto”, che determinerà automaticamente la modalità corretta. Non è possibile cambiare la modalità di ingresso quando un progetto è già in corso.


Free Running


Questa opzione ordina alla VLab Motion di generare un proprio black burst. Si tratta di un segnale di sincronismo assolutamente stabile ma che non è definito da alcuna sorgente in ingresso. Se si sta digitalizzando da nastro, può succedere che l’audio perda i sincronismi a causa della natura imperfetta dei nastri normali.


Hue


La barra “Hue” fornisce un valido strumento per regolare la tonalità dei colori (tint). Di norma gli è assegnato il valore 0, ma si potrebbe regolarlo se la tonalità del colore della sorgente video non appare corretta. Accertarsi che il proprio monitor sia regolato correttamente prima di fare qualsiasi regolazione.


Subcarrier


Se il video tremola tra i colori nero e bianco, si provi regolando questo parametro. Dovrebbe essere compreso in un intervallo tra –1 e +1 e raramente dovrebbe superare i valori +/-7.


Configurazione di un Progetto


Bisogna aprire la finestra “Configurazione Progetto” selezionando la voce “Progetto” nel sottomenù “Configura” dal menù “Finestre”. La “Modalità Operativa” dovrebbe essere assegnata alle voci “Video” e “Audio”, a meno che non si stia digitalizzando solo il segnale video. Si usi il pulsante ciclabile (Cycle gadget) per assegnare la modalità desiderata.


Fase di Preparazione


Il Fattore di Compressione JPEG


Il fattore di compressione JPEG può assumere un valore percentuale variabile da 1 a 100, dove 1 rappresenta il livello più alto di compressione e la più bassa qualità d’immagine, mentre 100 rappresenta il livello di compressione più basso e la più elevata qualità di segnale video in uscita. E’ necessario trovare un compromesso tra la qualità dell’uscita desiderata e le possibilità del proprio sistema. Si dovrebbero quindi effettuare delle prove di configurazione del proprio sistema di lavoro. In ogni caso la configurazione dovrebbe essere adattata al materiale che viene digitalizzato.

In termine di qualità d’immagine sequenze molto chiare tollerano un fattore di compressione JPEG inferiore di sequenze più scure. Per lo stesso motivo, un video digitalizzato può normalmente utilizzare un valore più bassi di quello richiesto per le animazioni generate al computer.


Ricordiamo inoltre che la compressione JPEG è di tipo dinamico. Infatti immagini differenti con uno stesso fattore di compressione non occuperanno lo stesso spazio su disco. Un video con molti e piccoli dettagli o con parecchio rumore di fondo non sarà compresso molto efficacemente, aumentando il quantitativo di dati da trasferire. Così si può dover regolare il fattore di compressione tenendo conto del materiale sorgente a disposizione e delle capacità del proprio sistema.


Inoltre, bisogna ricordarsi che più basso è il fattore di compressione più spazio su disco sarà occupato dal filmato.


Dimensionamento dell’Area Immagini in Ingresso ed in Uscita


La VLab Motion può catturare delle immagini a risoluzione piena con un pixel quadrato (640x480 in NTSC e 768x592 in formato PAL). Dal momento che è improbabile che ogni sorgente video utilizzi cale risoluzione si può definire un’area più piccola per la digitalizzazione. In questo modo si riduce la quantità di dati da trasferire migliorando l’esecuzione dei filmati.


NOTA: Da tempo i proprietari di Amiga si domandano se i 640 pixel di risoluzione orizzontale siano in overscan. Tuttavia si noti che quelli gestiti dalla VLab Motion sono schermi in pixel quadrati, lo standard corrente per il video digitale, e sono diversi dai pixel degli schermi utilizzati normalmente da Amiga. Resta comunque che i 640 pixel di Amiga sono effettivamente in overscan.


I parametri “Margine Sinistro” e “Margine Superiore” definiscono l’angolo in alto a sinistra dell’area di schermo che deve essere digitalizzata. I parametri “Larghezza” e “Altezza” definiscono la forma, le dimensioni e la risoluzione dell’area digitalizzata. I parametri di “Margine” possono interessare i parametri massimi di larghezza e altezza, se essi sono stati assegnati con un valore molto alto.


I parametri “Margine Sinistro” e “Margine Superiore” sono i soli parametri nella finestra che possono essere modificati una volta cominciato un progetto.


Per trovare i parametri adatti al proprio sistema, si faccia quanto segue:


  1. Assegnare ai parametri “Margine Sinistro” e “Margine Superiore” i valori di 200 e 100 rispettivamente. Questi valori limiteranno i parametri di larghezza e altezza dello schermo.

  2. Iniziare un progetto e si proceda alla registrazione di un singolo fotogramma.

  3. Assumendo che la schermata sia centrata correttamente sul proprio monitor, si regolino i parametri “Margine Sinistro” e “Margine Superiore” cosicché il margine sinistro e superiore dell’immagine siano posizionati soltanto nell’area visibile.

  4. Chiudere il progetto

  5. Regolare i parametri di “Larghezza” e “Altezza” con i valori più grandi, ma non tali da modificare i parametri dei margini.

  6. Iniziare un nuovo progetto e si digitalizzi un altro singolo fotogramma.

  7. Ripetere i passaggi da 4 a 6 fino a che la destra e il margine di fondo dell’immagine siano posizionati soltanto nell’area visibile.

  8. Salvare i parametri.


Modalità Audio


La maggior parte dei parametri audio sono auto-esplicativi. “A-Law” e “U-Law” sono delle modalità audio compresse supportate dalla scheda Toccata. Richiedono circa la metà dello spazio di memorizzazione e la qualità del suono è molto simile a quella di uno campionato a 16-bit. 44.1 KHz è la frequenza di campionamento usata dal Compact Disk audio standard mentre 48 KHz è lo standard per il DAT (nastro audio digitale).


Per ulteriori informazioni si controlli la documentazione acclusa alla scheda audio Toccata.


Il Buffer


Si apra la finestra “Configura Buffer” selezionando la voce “Buffer” nel sottomenù “Configura” del menù “Finestre”. Il buffer è un’area di memoria RAM che permette la registrazione e la riproduzione di sequenze video che normalmente supererebbero le capacità del proprio sistema. Scrivendo e leggendo i dati prima in RAM, il flusso massimo dei dati può essere attenuato. In pratica il buffer è come un bacino formato da uno sbarramento lungo un fiume. Il bacino permette di fornire un flusso costante di acqua alle persone a valle per tutto l’anno. Senza lo sbarramento la popolazione a valle potrebbero ricevere troppa acqua durante l’inverno e non abbastanza durante l’estate.


Generalmente,si dovrebbero lasciare i parametri con i valori predefiniti (si può premere il tasto “Predefinito” per riportarli ai valori iniziali), poiché sono stati scelti in modo da fornire degli ottimi risultati nella maggior parte dei casi, soprattutto per i parametri riguardanti il buffer audio.


Dimensione del Buffer


La “Dimensione del Buffer” è la quantità complessiva di memoria RAM che deve essere assegnata a parte per l’uso di MovieShop. Se si dispone di parecchia RAM si potrebbe volere aumentare le dimensioni del Buffer; tuttavia, in questo modo si lascerà un quantitativo di memoria disponibile per gli altri programmi da eseguire, senza aver prodotto nessun miglioramento al funzionamento di MovieShop. Non è possibile cambiare le dimensioni del Buffer una volta iniziato un nuovo progetto.


Dimensioni del Record/Playback Buffer


Le dimensioni del “Record” e del “Playback Buffer” indicano rispettivamente la quantità di dati che viene scritta o letta sul disco durante la fase di lettura e registrazione (I/O call). Logicamente sembrerebbe ovvio che 1 MB per volta sia più veloce di 256k prelevati in 4 fasi. Tuttavia i risultati dipendono molto dalle prestazioni e dalle idiosincrasie del proprio disco rigido e del proprio controller. Alcuni controller (tra i più recenti segnalo il controller della scheda Apollo 4040) bloccano virtualmente il computer mentre leggono o scrivono, per ottenere una migliore velocità di trasferimento dati. Nel caso dei controller prodotti dalla GVP o della DKB 4091 (in realtà prodotta dalla Commodore e poi rimarchiata), le dimensioni del “Record” e del “Playback Buffer” dovrebbero essere assegnate a 64 Kbyte.


Si provi il programma di pubblico dominio ScsiSpeed scritto da Michael Sinz (dischetto Fred Fish 665) per testare il proprio sistema. Si assegnino i test buffer a 262144 (256k), 524288 (512k) e 1048576 (1 MB). I risultati dovrebbero offrire qualche suggerimento su come impostare i parametri più adatti al proprio sistema.

NOTA: I risultati di ScsiSpeed andrebbero visti solo come un utile indicazione, non come la misura assoluta delle prestazioni del sistema in combinazione con la VLab Motion.


Dimensione Buffer di Precaricamento


La dimensione del buffer di precaricamento indica la quantità dei dati che si vuole caricare nel buffer prima di iniziare il playback. Se il proprio disco rigido effettua una ricalibrazione termica subito dopo l’inizio della riproduzione, si provi incrementando questo parametro. Il precaricamento

Causerà un ritardo prima dell’inizio della riproduzione uguale al tempo necessario per riempire il buffer stesso.


































Capitolo 6


La Fase di Acquisizione


Si prega di aprire le finestre adatte a questa fase che sono state suggerite. Per iniziare la fase di acquisizione bisogna selezionare la voce “Nuovo” dal menù “Progetto” (RIGHTAMIGA+N). Se un progetto è già aperto sarà data la possibilità di salvarlo prima di cancellarlo. Si riceverà un avvertimento circa la sostituzione dei dati sulle partizioni audio e video. La creazione di un nuovo progetto distruggerà qualsiasi dato presente sulle suddette patizioni, per cui è possibile annullare l’operazione o, in alternativa, utilizzare delle differenti partizioni.

Come minimo si dovranno aprire le finestre “Sequenze”, “Pannello di Controllo delle Sequenze”, “Suono”, “Indicatore di Livello” e “Status”.


Operazioni preliminari


La cosa migliore da fare è una buona pianificazione. A meno che non si abbia a disposizione una illimitata capacità di memorizzazione, si raccomanda di rivedere il proprio materiale sorgente e di determinare –preferibilmente annotandolo da qualche parte,ad esempio nella storyboard- le parti che devono essere registrate. Anche se si dispone di una grande quantità di spazio su disco, con il progredire della lavorazione si risparmierà tempo prezioso scegliendo con cura il materiale di cui si ha bisogno.


Regolazione Audio


Si esegua la riproduzione del proprio materiale sorgente e si controllino gli indicatori del livello audio. Se sembrano troppo bassi o alti, si regoli il livello dell’Audio nella finestra “Selezione Ingresso” (RIGHTAMIGA+ l) o la sorgente Audio, se possibile. Accertarsi che i propri parametri possano rientrare nei limiti.

In genere, il livello di ingresso è abbastanza alto, cosicché il cursore di livello audio può essere assegnato a 0 e i livelli di picco sono esattamente sotto la soglia di taglio. Se non si può aumentare il volume della sorgente audio, non si può fare altro che spostare il cursore del livello audio. Tuttavia, incrementando tale livello, aumenta anche la quantità di rumore registrato.


Registrazione delle Sequenze


La finestra “Pannello di Controllo delle Sequenze” permette di controllare la registrazione del video con una interfaccia simile a quella dei tasti di un videoregistratore. Il pulsante ciclabile “Durata della Registrazione” da tre possibilità di scelta per la registrazione del video:

# Selezionata - Permette di definire con precisione il tempo di registrazione utilizzando il Timecode di MovieShop. (per maggiori informazioni si riveda la descrizione delle funzione “Timecode” a pagina 7).


# Fino allo Stop - Questa opzione permette di continuare la registrazione fina a quando non si preme il tasto di Stop.

Suggerimento: Si assegni una macro che provveda alla registrazione e allo stop con una combinazione di tasti. In questo modo si avrà la possibilità di tenere lo sguardo sul monitor della VLab Motion (si veda “Configurazione di una Macro” a pagina 92).


# Singolo Fotogramma - Questa opzione permette la cattura di un singolo fotogramma quando si preme il tasto di registrazione.


Ogni volta che si registra viene creata una nuova sequenza. Tutte le sequenze registrate appariranno nella finestra “Sequenze” numericamente ordinate usando il nome predefinito “Unamed”. Si consiglia di selezionare le sequenze dalla finestra e rinominarle a proprio piacimento (eventualmente annotando la loro denominazione nella storyboard) in modo da essere più velocemente individuabili durante la propria sessione di lavoro. La sequenza il cui nome appare nel riquadro di ingresso nome è la sequenza corrente.

NOTA: Una nuova sequenza sarà inserita nella finestra “Sequenze” sempre dopo la sequenza corrente.


Immediatamente dopo la fase di digitalizzazione, un fotogramma della sequenza sarà visualizzato sull’uscita video della VLab Motion. Basterà premere il tasto “ESC” per tornare a vedere il video d’ingresso.


Riproduzione delle Sequenze


Premendo il tasto “PLAY” presente nella finestra “Pannello di Controllo Sequenze” si eseguirà la sequenza correntemente in uso. Sarà visualizzata in continuazione se l’opzione di Loop è attivata. Si può anche trascinare il cursore e spostarsi attraverso la sequenza. I tasti “Sequenza Precedente” e “Sequenza Successiva” permettono di selezionare le sequenze elencate nella finestra “Sequenze”.

Le immagini che appaiono sul monitor non sembreranno molto nitide, dal momento che viene visualizzato un solo semiquadro anziché un fotogramma completo. Inoltre si deve tenere conto che il segnale video non è molto nitido su una base fotogramma-per-fotogramma.


Risorse di Monitoraggio


Quando si registrano le sequenze, si controlli l’attività della finestra “Status”. Questa finestra informa circa l’uso del buffer e della quantità di smoothing che il sistema sta impiegando . Gli indicatori di partizione in uso segnalano graficamente quanto spazio di memorizzazione è stato impiegato e quanto ne rimane libero.

Generalmente si dovrebbe cercare di avere una minima attività dell’indicatore “Utilizzo Buffer” durante la registrazione del video e la massima (100%) quando si esegue il playback. Se l’utilizzo del buffer assume valori troppo elevati durante la registrazione si possono regolare con maggiore accuratezza i parametri del progetto, anche se ciò potrebbe significare ricominciare dall’inizio il progetto stesso. Si può attivare anche lo smoothing, ma ciò comporterà una diminuzione della qualità delle immagini. Si può provare anche a regolare i parametri del buffer, ma se questi erano già stati impostati come suggerito in precedenza, si possono apportare più danni che benefici.


Miniature


Il tasto “Informazioni” nella finestra “Sequenze” apre la finestra “Miniature” della sequenza corrente. Le miniature sono delle istantanee in scala ridotta di un fotogramma della sequenza. L’aspetto delle miniature può essere migliorato usando la resinatura, l’interpolazione e usando schermi con un numero più ampio di colori (si veda la voce “Miniature” a pagina 105 per ulteriori informazioni riguardo alle preferenze delle stesse). E’ importante notare che le miniature utilizzano della RAM, cosicché in condizioni di poca memoria a disposizione è utile l’uso di alcune opzioni adatte a limitare il numero di miniature visualizzate e anche per liberare la memoria da loro occupata.



Importazione del Video


I fotogrammi o i semiquadri possono essere importati usando l’opzione “Importa Fotogrammi” presente nel menù “Modifica”. I parametri necessari si assegnano tramite la finestra “Configura

Importazione” accessibile dalla voce “Importazione” presente nel sottomenù “Configura” del menù “Finestre”.


Se un progetto è indicato come nuovo, si deve creare una nuova sequenza selezionando la voce “Nuova” nella finestra “Modifica”. Se si apre un progetto preesistente, i fotogrammi saranno inseriti dopo il fotogramma corrente nella sequenza in uso.


Se si vuole caricare automaticamente una sequenza di file, questi dovranno avere associato al loro nome una estensione numerica separata da un punto (per esempio: Pic.001). Basterà quindi selezionare il primo file della sequenza di fotogrammi). Un secondo pannello di richiesta richiederà il nome dell’ultimo file della sequenza. Si potrà caricare anche una fred list, creata con il programma Fred fornito con ADPro o con il programma AnCos della MacroSystem funzionante con la scheda video Retina).


Configurazione dei parametri d’Importazione


La finestra di configurazione dei parametri d’importazione (Finestre\Configura\Importazione) permette di definire se i file da importare siano semiquadri o fotogrammi. Inoltre, i semiquadri/fotogrammi possono essere specificati tramite una fred list. La Multipic.library sarà utilizzata sempre per l’importazione dei fotogrammi. (si veda nel Capitolo 20 le informazioni sulla Multipic.library contenute a pagina 181). Tuttavia, se si vuole importare dei semiquadri è possibile usare sia la Multipic.library che l’opzione “Direttamente JPEG”. Importando con l’opzione “Direttamente JPEG” si può ridurre in drasticamente il tempo di caricamento, dal momento che i file non devono essere convertiti. Inoltre, sarà ottenuta una qualità più elevata delle immagini poiché il file non subisce una conversione ulteriore tramite la Multipic.library.


MovieShop adatterà automaticamente le immagini importate alla risoluzione NTSC/PAL richiesta.

Sono quattro le possibilità di scelta per correggere larghezza,altezza e posizione dell’immagine nello schermo:


# Scalata: Modifica le dimensioni dell’immagine in altezza e larghezza in modo da adattarsi a quelle del filmato.

# Centrata: Centra l’immagine tagliando le aree in eccesso o riempiendo quelle in difetto con il colore nero.


# Tagliata/Riempita: Posiziona l’immagine nell’angolo in alto a sinistra e taglia le aree in eccesso o riempie quelle in difetto con il colore nero.


# Ripetuta: Ripete l’immagine fino al riempimento dell’area di schermo occupata dal filmato. Questa opzione è utile per creare sfondi piastrellizzati con dei brush.


Non è possibile usare queste pozioni se si importano i semiquadri usando la modalità “Direttamente JPEG”, dal momento che la Vlab Motion opera internamente solo con i semiquadri. I semiquadri devono necessariamente avere l’esatta risoluzione (cioè larghezza e altezza) che è stata definita nel progetto.

La VLab Motion segue le specifiche ufficiali JFIF-Q, per cui il software che aderisce a questo formato usa la stessa percentuale del fattore di compressione JPEG. Sfortunatamente sembra che pochi programmi per Amiga seguano queste specifiche.

PEGGER (della Express-way Software) funziona ma si devono assegnare i seguenti parametri dell’icona (Tooltypes):


CJPEG_H_SAMPLE=2

CJPEG_V_SAMPLE=1


I passi seguenti possono essere seguiti per utilizzare anche alcuni programmi che non adottino tali specifiche (per esempio, ADPro):


  1. Registrare un’immagine in formato JPEG con la risoluzione corretta tramite un programma che non segue le specifiche.

  2. Importare l’immagine in MovieShop.

  3. Quando appare il pannello di richiesta con il messaggio di errore, premere il tasto “Perché ?”.

  4. Si usi l’informazione sul fattore di compressione JPEG utilizzato dal programma che non segue le specifiche.

  5. Attraverso una serie di tentativi si dovrebbe essere in grado di determinare il parametro corretto del fattore di compressione e forse anche di creare una formula di riferimento per tentativi futuri.


Nota: Alcuni programmi si discostano tanto dalle specifiche JFIF-Q standard che MovieShop non sarà in grado nemmeno di individuare il parametro del fattore di compressione JPEG, pertanto non funzionerà nemmeno la procedura precedentemente descritta.


Importazione dell’Audio


E’ possibile importare i campioni audio in formato MAUD (Toccata) usando la voce ‘Importa file audio…’ presente nel menù “Modifica”. Accertarsi che il campione usi la stessa frequenza di campionamento fissata dal progetto, altrimenti non sarà riprodotto correttamente. Per importare un campione in formato IFF 8-bit 8SVX, è necessario prima convertirlo in formato MAUD tramite il software Samplitude, fornito con Toccata. Per usare Samplitude, seguire le seguenti istruzioni:


  1. Scegliere “Import Sample” dal menù “Project” e caricare il campione IFF.

  2. Se si ha della RAM a disposizione, si inizi un progetto in RAM. Se si seleziona HD, Bisogna dare un nome per l’Hard Disk project.

  3. Ora si dovrebbe vedere la forma d’onda del campione.

  4. Selezionare la voce “Resample” dal menù “Edit”.

  5. Si cambi il New Rate field alla velocità di campionamento che si sta utilizzando nel proprio progetto sotto MovieShop (per esempio 44100, 48000).

  6. Accertarsi che si sia selezionato l’algoritmo Res2.

  7. Chiudere il progetto originale al prossimo pannello di richiesta (Requester).

  8. Dal sottomenù “Export Sample” presente nel menù “Project”, si selezioni la voce “MAUD” e si salvi il nuovo file.

  9. Ora il nuovo file può essere importato in MovieShop.


Esportazione dell’Audio


Si può separare l’audio da una sequenza trascinando quest’ultima nella finestra “Suono”. Una volta estratto, esso può essere usato sulla Time Line come un elemento audio separato.


Miscelazione Audio


La finestra “Audio Mixing” è attivabile dal menù “Finestre”. La scheda sonora Toccata digitalizza continuamente qualsiasi segnale audio in ingresso (si veda Finestre \ Seleziona Segnale di Ingresso). Infatti, quando non si sta riproducendo nessun suono e si sta effettuando il monitoraggio del segnale in ingresso, si sta effettivamente ascoltando l’audio digitalizzato direttamente dalla sorgente.


I cursori AUX1 e AUX2 permettono di miscelare l’audio collegato ai rispettivi ingressi con qualsiasi cosa sia diverso dall’uscita audio della Toccata. Per esempio, si può selezionare “Line” come ingresso audio (per registrare l’audio dal video), e di miscelare una musica di sfondo da AUX1 e degli effetti sonori evocabili con un multieffetto da AUX2.


Il cursore “Loopback” controlla il livello del volume di monitoraggio della Toccata (-90 è il livello più debole e 0 quello più forte). Questo cursore non influisce sul livello del volume in uscita, che è controllato dal cursore “Volume”. Così, se viene eseguito il playback di una sequenza è possibile sentire l’audio della sequenza, più un qualsiasi audio in ingresso nella Toccata. (Nota: l’opzione “Auto Muting Ingresso” durante il playback presente nella finestra “Opzioni Audio” deve essere disattivata. (si veda Finestre / Configura / Audio))


Se l’ingresso audio è assegnato a Mix (si veda Finestre \ Seleziona Segnale di Ingresso) e il Loopback è assegnato quasi a 0, si può incontrare riscontro. Questo è dovuto al fatto che l’uscita di Loopback alimenta l’ingresso.


Nota: Il Loopback è limitato ad una frequenza di campionamento di 5.5 Khz quando si sta usando simultaneamente l’indicatore di livello audio.

Per ulteriori informazioni si consulti la documentazione acclusa alla Toccata.



























Capitolo 7


Acquisizione Accurata


MovieShop possiede molte caratteristiche sviluppate per sfruttare al meglio l’acquisizione del proprio materiale video.


Configurazione del Video


Si selezioni ‘Video’ dal sottomenù ‘Configura’ presente a sua volta nel menù ‘Finestre’. I parametri presenti in questa finestra agiscono sul segnale in ingresso prima che sia digitalizzato.


Correzione Video


Nella parte della finestra Video destinata alla Correzione delle immagini si trovano i cursori della luminosità, del contrasto e della saturazione del colore. Il valore normale iniziale è del 100 %.


AGC rappresenta il controllo automatico del guadagno e regola automaticamente il livello del segnale video in ingresso.

Generalmente dovrebbe essere assegnato a ‘medio’; tuttavia, ‘veloce’ potrebbe essere un modo appropriato per un video che ha parecchi cambi di luminosità o per i nastri protetti.


VNR rappresenta la riduzione del rumore verticale e serve per eliminare l’instabilità del video. Il parametro libero genera sempre un video stabile, ma non è risincronizzabile una volta che è stato perso il sincronismo. Il parametro predefinito Finestra, individua sempre i sincronismi e di norma dovrebbe essere sempre usato.


Filtro


L’opzione Pre Filtro si applica ad un segnale video composito (CVBS) solo in ingresso. E’ usato per rendere più nitido il video; tuttavia, amplificherà anche il rumore. Si usi questa opzione solo nel caso in cui fosse necessario, dal momento che può aumentare in maniera eccessiva la quantità di dati da trasferire.


L’opzione ‘Peso’ assegna la forza dei parametri Bandpass e Coring. Coring prova a ridurre l’effetto neve presente nel video.

Tecnicamente, ogni parametro Bandpass indica una carica differente dell’alta frequenza costituente il segnale di luminanza. Un parametro “I” significa che non vi è alcun fattore di carica. Il parametro Bandpass è difficile da spiegare e una discussione sul suo funzionamento va oltre la portata di questo manuale. Basta capire che questo parametro serve per cambiare il contrasto. Si può provare con parametri differenti e vedere se i risultati soddisfano le proprie aspettative.


Lo Smoothing è un sistema usato per ridurre la quantità massima dei dati da trasferire. Fondamentalmente, l’immagine viene messa fuori fuoco leggermente o moltissimo, in modo da diminuire la quantità di dati da trasferire grazie alla riduzione dei dettagli.


Il pulsante ciclabile Auto Smoothing assegna il livello relativo alla quantità di smoothing automatico che dovrebbe essere applicato.

Lo smoothing automatico è utilizzato solo quando il trasferimento dei dati assume un livello troppo alto mentre si sta registrando e il buffer video si sta riempiendo troppo velocemente.

Le voci H smoothing e V smoothing controllano i parametri dello smoothing da assegnare stabilmente al segnale. Si noti che lo smoothing orizzontale (H) ha molti livelli. Valori più alti rappresentano uno smoothig più forte. Lo smoothing Verticale può essere solo attivato o disattivato.
















































Capitolo 8


Fase delle Modifiche Approssimative


Si prega aprire le finestre adatte a questa fase che sono state suggerite precedentemente.


In questa fase, si dovrà rifinire la lunghezza definitiva delle sequenze registrate. Si dovrebbe anche determinare l’ordine di esecuzione della sequenza dopo che si è terminato di modificarla. Bisogna ri